Due gravi incidenti avvenuti a poche ore di distanza riportano la sicurezza stradale milanese fuori dalle statistiche e dentro la cronaca quotidiana. In piazza Ovidio un uomo di 81 anni è morto dopo essere stato investito da un camion mentre attraversava la strada; in viale Belisario una ciclista di 49 anni, a bordo di una bici in sharing, è stata travolta da un’auto ed è stata ricoverata in gravi condizioni. Episodi diversi, ma che evidenziano la vulnerabilità degli utenti più esposti.

Guardando ai dati complessivi, il 2025 mostra un andamento contrastante. Gli incidenti sono aumentati, passando da 11.087 nel 2024 a 12.097, con circa mille scontri in più in un anno. Crescono anche gli incidenti con feriti (da 7.192 a 7.789) e il numero complessivo delle persone coinvolte (da 8.920 a 9.549), in linea con la ripresa degli spostamenti urbani e dei volumi di traffico.

Allo stesso tempo, però, diminuisce in modo significativo la gravità degli esiti: le vittime scendono da 38 a 21, interrompendo una tendenza negativa che aveva raggiunto un picco nel 2023 con 46 morti (43 nel 2022). Anche i feriti in prognosi riservata registrano una lieve riduzione (da 82 a 77), segnale di una possibile attenuazione della severità media degli impatti.

Proprio il 2023 aveva rappresentato un punto di svolta nel dibattito cittadino, con numerosi incidenti mortali che avevano coinvolto soprattutto pedoni e ciclisti, spesso in collisione con mezzi pesanti. Da allora, Palazzo Marino ha accelerato sulle politiche per la sicurezza, intervenendo sia sul piano normativo sia su quello infrastrutturale.

Tra le misure più rilevanti, l’obbligo dei sensori per l’angolo cieco per camion e furgoni in ingresso in Area B, pensato per ridurre il rischio nelle manovre di svolta e ripartenza. A questo si affianca un insieme di interventi diffusi: Zone 30 davanti a oltre cento scuole, attraversamenti rialzati, restringimenti delle carreggiate e rafforzamento dei controlli.

Il quadro che emerge è quindi duplice: da un lato segnali incoraggianti sulla riduzione della mortalità, dall’altro un aumento degli incidenti che conferma come la sicurezza stradale resti una sfida aperta. Una condizione ancora troppo esposta alla variabilità dei comportamenti e agli eventi quotidiani, dove basta un singolo episodio per riportare in primo piano tutta la fragilità del sistema.

Fonte: la Repubblica