Il Comune di Milano ha presentato “Möves”, il nuovo piano strategico che definisce obiettivi, strumenti e priorità per lo sviluppo della mobilità pedonale e ciclabile. Il documento segna un cambio di approccio nelle politiche urbane: dalla somma di interventi puntuali a una visione integrata che mette in relazione infrastrutture, sicurezza stradale, qualità dello spazio pubblico e partecipazione.

Il piano, costruito attraverso un percorso partecipativo con oltre 1.175 contributi, individua nella riduzione del traffico veicolare una leva centrale per migliorare sicurezza, qualità dell’aria e vivibilità urbana.

Sul fronte ciclabile, Möves prevede una rete complessiva di 565 km, articolata in 210 km di rete principale e 355 km di rete secondaria. Attualmente è stato realizzato circa il 46% della rete principale, con alcuni assi strategici già oltre l’80% di completamento. Sono in corso e programmati interventi su direttrici chiave e nodi critici, con l’obiettivo di garantire continuità e riconoscibilità degli itinerari, oltre a rafforzare l’integrazione con il trasporto pubblico e i servizi di sharing.

Per la mobilità pedonale, il piano individua 194 spazi pubblici da riqualificare (per un totale di oltre 1,8 milioni di m²), 109 ambiti scolastici prioritari e 404 km di itinerari pedonali principali da migliorare. Le azioni previste puntano a rafforzare la continuità dei percorsi, le connessioni tra quartieri e la qualità degli spazi urbani, con particolare attenzione all’accessibilità e alla sicurezza degli utenti vulnerabili.

Un asse rilevante riguarda la moderazione del traffico, con estensione delle Zone 30, installazione di dispositivi di traffic calming (come cuscini berlinesi), ampliamento dei marciapiedi e protezione degli spazi pedonali. Il piano richiama esplicitamente la relazione tra velocità e sicurezza: sotto i 30 km/h aumenta significativamente la probabilità di sopravvivenza in caso di incidente.

Möves evidenzia inoltre i benefici sistemici della mobilità attiva: riduzione della congestione e delle emissioni, maggiore efficienza del trasporto pubblico, minori costi per i cittadini e impatti positivi sulla salute. In questo quadro, pedonalità e ciclabilità vengono riconosciute come componenti strutturali della mobilità urbana e leve strategiche per la transizione ecologica, la qualità dello spazio pubblico e lo sviluppo economico locale.

Il piano si configura quindi come uno strumento di indirizzo per le politiche urbane dei prossimi anni, coerente con gli obiettivi di sostenibilità e con le strategie europee su clima, salute e sicurezza stradale.

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