Per il 65° giorno dall’inizio dell’anno, Milano ha superato i limiti di legge per le polveri sottili PM10, facendo registrare un bilancio peggiore rispetto al 2024 e al 2023. I dati di ARPA mostrano una dinamica ormai ricorrente: dopo le piogge di metà dicembre, che avevano temporaneamente abbattuto le concentrazioni (fino a 17 microgrammi per metro cubo), l’aria della Pianura Padana ha ricominciato rapidamente ad accumulare inquinanti.

Ora dopo ora, tra traffico intenso, riscaldamenti accesi e condizioni meteo stagnanti, i livelli di PM10 sono risaliti fino a superare la soglia dei 50 microgrammi, con picchi notturni e una progressione continua durante la giornata di sabato. Anche la domenica, pur con un lieve rimescolamento dell’aria, resta segnata da valori elevati: forse non formalmente “fuorilegge”, ma comunque dannosi per la salute.

La situazione evidenzia quanto le vecchie soglie europee fossero inadeguate: la nuova direttiva sulla qualità dell’aria, approvata nel 2024, abbassa i limiti proprio alla luce delle evidenze scientifiche sugli effetti respiratori, in particolare sui bambini. Milano, ancora una volta, si conferma epicentro di una crisi strutturale dello smog, che non è episodica ma quotidiana.

Fonte: Corriere