Il caso di via Eustachi a Milano, dove la nuova disciplina della sosta e l’installazione di paletti per impedire il parcheggio sotto gli alberi hanno diviso i residenti, diventa sul Corriere della Sera lo spunto per una riflessione più ampia sui conflitti legati alla trasformazione della mobilità urbana. Da una parte chi teme di perdere posti auto considerati ormai quasi acquisiti, dall’altra chi vede nella liberazione del suolo pubblico un miglioramento dello spazio urbano. 

Secondo Giampiero Rossi, la transizione verso una mobilità diversa non può essere bloccata dalla difesa dello status quo, ma deve essere governata e accompagnata. Il compito dell’amministrazione è prevenire o attenuare i conflitti offrendo alternative concrete: in particolare, alle limitazioni alla circolazione e alla sosta delle auto dovrebbe corrispondere un rafforzamento dell’offerta di trasporto pubblico. 

C’è però anche una questione culturale: l’abitudine a considerare come un diritto la possibilità di parcheggiare l’auto sotto casa si scontra con una diversa concezione dello spazio pubblico. Il cambiamento delle città, conclude il commento, richiede quindi sia politiche capaci di offrire alternative credibili all’auto privata, sia un cambiamento delle abitudini individuali, come già avvenuto in passato con altre norme inizialmente contestate, dalle cinture di sicurezza al divieto di fumo nei locali pubblici. 

Fonte: Corriere della Sera – Milano, 28 settembre 2026⁠