A Milano la successione di gravi incidenti che hanno coinvolto pedoni riaccende il confronto sulla sicurezza degli attraversamenti. Il Corriere della Sera raccoglie le richieste dei residenti di diverse zone della città, dove vengono sollecitati soprattutto semafori, dossi, maggiore illuminazione e interventi per ridurre la velocità dei veicoli.

L’articolo ricorda quattro casi emblematici: Matteo Barone, investito sulle strisce in via Porpora; Ghelim Ghelimi, travolto da un tir nei pressi dell’attraversamento di piazza Ovidio; Alfonsa Curiale, investita sulle strisce in via Carnia; e Luigi Donato, ucciso il 17 settembre mentre attraversava sulle strisce in via Antonini. Per quest’ultimo attraversamento, il Municipio 5 attendeva da anni l’installazione di un semaforo. 

Il problema evidenziato dai comitati è che anche dopo gli incidenti mortali gli interventi strutturali spesso tardano ad arrivare. In via Carnia, ad esempio, i residenti continuano a chiedere semafori, illuminazione e dispositivi per moderare la velocità. Analoghe richieste riguardano altre strade considerate pericolose, soprattutto in prossimità di scuole, oratori e fermate del trasporto pubblico.

Il Comune, secondo quanto riportato dal Corriere, richiama il programma “Milano partecipa”, che prevede nuovi semafori, attraversamenti più sicuri e sistemi di rilevamento e controllo della velocità. Il tema resta particolarmente attuale dopo le recenti vittime: pochi giorni dopo la morte di Donato, una donna di 65 anni è stata investita e uccisa da un Suv finito sul marciapiede in via Bianca di Savoia. 

Fonte: Corriere della Sera – Cronaca di Milano, 30 settembre 2026.