Il sottopasso del Soccorso si conferma l’opera chiave per la mobilità di Prato: un intervento atteso da oltre dieci anni che, una volta completato, dovrebbe ridurre in modo significativo traffico e tempi di percorrenza sul principale asse viario cittadino. Proprio la lunga attesa ne evidenzia il valore strategico, ma anche la necessità di misure complementari per gestire al meglio la circolazione durante e dopo i lavori.

In questa direzione si inseriscono le proposte avanzate dall’ACI Prato, che invita ad andare oltre il singolo cantiere. Come sottolinea il direttore Claudio Bigiarini, il crescente pendolarismo, anche a causa dei costi del mercato immobiliare, rende sempre più anacronistico un approccio frammentato: «Non ha più senso che ogni Comune lavori singolarmente al Piano urbano della mobilità sostenibile, senza integrarlo con i Comuni limitrofi». La viabilità, secondo ACI, va affrontata con una visione unitaria e metropolitana che coinvolga Prato, Firenze e l’intera area vasta.

Tra le soluzioni operative, l’Automobile Club esprime parere favorevole al ritorno dell’“Onda Verde”, il sistema di coordinamento semaforico che consente di attraversare tratti stradali a velocità costante, riducendo frenate, consumi ed emissioni. Una sperimentazione già avviata nel 2018 con risultati incoraggianti ma poi abbandonata, che oggi potrebbe essere ripresa e integrata con i dispositivi di controllo già presenti, ad esempio su via Valentini o viale della Repubblica.

In attesa che il sottopasso del Soccorso diventi realtà, il messaggio di ACI Prato è chiaro: servono interventi immediati di gestione del traffico e, soprattutto, una pianificazione coordinata sovracomunale, capace di affrontare in modo strutturale il nodo della mobilità nell’area pratese.

Fonte: La Nazione