In vista delle elezioni comunali del 2027, Forza Italia ha attaccato duramente le politiche di mobilità del Comune di Torino, definendo varchi elettronici e corsie preferenziali un vero e proprio “assedio elettronico” contro gli automobilisti. Secondo il partito, l’aumento delle corsie riservate sottrarrebbe capacità alla rete stradale, generando più traffico e più inquinamento, mentre le oltre 100 mila multe elevate nel 2025 sulle preferenziali dimostrerebbero una gestione orientata più a fare cassa che a migliorare sicurezza ed efficienza della mobilità. Da qui la richiesta di una moratoria sui nuovi varchi, di una revisione delle corsie e dell’apertura delle preferenziali ai veicoli elettrici.

Questa impostazione, però, presenta evidenti limiti. Attribuire le criticità del traffico urbano ai controlli e alle corsie riservate significa ignorare la realtà delle grandi città, dove il riequilibrio dello spazio stradale a favore del trasporto pubblico è una necessità, non un vezzo ideologico. Le sanzioni aumentano perché persistono comportamenti irregolari, non perché esiste un accanimento punitivo, e mettere in discussione le corsie preferenziali rischia di colpire proprio l’efficienza di bus e tram. Anche l’idea di aprirle ai veicoli elettrici appare contraddittoria: non riduce il numero di auto in circolazione e finisce per indebolire uno degli strumenti principali per offrire un’alternativa credibile all’uso dell’auto privata. Più che una proposta strutturata, la linea di Forza Italia sembra dunque una risposta politica di corto respiro, poco attenta alla complessità della mobilità urbana e ai suoi obiettivi di lungo periodo.

Fonte: Torino Today