Il Libro Bianco 2026 di Motus-E fotografa un mercato in crescita, sostenuto dall’arrivo di modelli più accessibili e dallo sviluppo delle infrastrutture. Senza politiche stabili, tuttavia, il divario con i principali Paesi europei rischia di aumentare.

La mobilità elettrica italiana mostra segnali evidenti di crescita, ma procede ancora a una velocità insufficiente rispetto ai principali mercati europei. È quanto emerge dalla seconda edizione del Libro Bianco sulla mobilità elettrica, realizzato da Motus-E con il contributo di operatori del settore, istituzioni e centri di ricerca.

Il volume analizza l’evoluzione di automobili, veicoli commerciali, mezzi pesanti, autobus, infrastrutture di ricarica e batterie, delineando due possibili scenari per l’Italia al 2035.

Quasi 38 mila auto elettriche immatricolate in tre mesi

Alla fine del primo trimestre 2026 circolavano in Italia circa 400 mila automobili completamente elettriche, il 32% in più rispetto all’anno precedente. Tra gennaio e marzo sono state immatricolate 37.836 vetture BEV, con un incremento del 64,7% rispetto allo stesso periodo del 2025 e una quota di mercato del 7,8%.

La crescita riflette in larga parte le consegne delle vetture acquistate con l’ecobonus dell’ottobre 2025, esaurito in un solo giorno. Per Motus-E il risultato dimostra l’esistenza di una domanda potenziale consistente, che può essere attivata attraverso strumenti di sostegno adeguati.

Particolarmente significativa la crescita nel Mezzogiorno. Sud e Isole sono passati complessivamente da 3.700 a 11.849 immatricolazioni, aumentando la propria quota sul mercato nazionale dal 16,1 al 31,3%. Campania e Sicilia hanno registrato incrementi superiori al 300%.

Il mercato sta cambiando anche nella composizione dell’offerta. Nel primo trimestre 2026, per la prima volta, i segmenti di massa hanno superato quelli premium, rappresentando il 60% delle immatricolazioni elettriche. A favorire questa evoluzione sono stati l’arrivo di modelli con prezzi inferiori a 25 mila euro e la riduzione del prezzo medio delle auto elettriche, sceso del 4,8% rispetto al 2024.

Il ritardo italiano resta comunque rilevante. Nel 2025 le elettriche rappresentavano soltanto lo 0,8% delle auto circolanti, contro il 3,3% della Germania e il 2,8% della Francia. L’Italia dispone inoltre di un parco particolarmente anziano, con un’età media di circa 13 anni.

Flotte aziendali, veicoli commerciali e mezzi pesanti restano i punti deboli

Uno dei principali ostacoli riguarda le flotte aziendali, che negli altri Paesi europei costituiscono uno dei motori della transizione e alimentano successivamente il mercato dell’usato. In Italia la penetrazione dei BEV in questo canale rimane limitata, anche a causa di un sistema fiscale considerato poco favorevole.

Il quadro è debole anche per il trasporto merci. Nel Paese circolano circa 29 mila veicoli commerciali leggeri elettrici, ma la quota di mercato delle nuove immatricolazioni si ferma al 3,2%. I mezzi pesanti elettrici sono appena 800 e le immatricolazioni italiane risultano molto inferiori a quelle registrate in Germania.

Più dinamico il trasporto pubblico locale. In Italia circolano circa 4 mila autobus elettrici, pari al 4% del parco. Nel primo trimestre 2026 gli e-bus hanno raggiunto il 20% delle nuove immatricolazioni, con una crescita del 118% rispetto allo stesso periodo del 2025. Motus-E segnala però il rischio di un vuoto negli investimenti dopo l’esaurimento delle risorse del PNRR e del Piano nazionale complementare.

Oltre 78 mila punti di ricarica pubblici

Al 31 marzo 2026 la rete italiana contava 78.253 punti di ricarica a uso pubblico, il 19% in più rispetto all’anno precedente. Il 29% delle infrastrutture è in corrente continua, con un aumento di sei punti percentuali in dodici mesi.

La Lombardia guida la graduatoria con 17.143 punti, il 22% del totale nazionale. Crescono sopra la media anche Campania e Puglia, ma rimangono differenze territoriali significative, soprattutto nelle aree meridionali e interne.

Secondo il rapporto, la rete del futuro non dovrà soltanto diventare più estesa, ma anche più potente e meglio distribuita. Nel 2035 oltre la metà dell’energia erogata dalle infrastrutture pubbliche potrebbe essere destinata agli spostamenti extraurbani e autostradali. La ricarica domestica e aziendale continuerà comunque a rappresentare il pilastro del sistema, coprendo tra il 60 e il 65% dell’energia destinata ai veicoli elettrici.

Due possibili scenari al 2035

Motus-E propone due traiettorie. Nello scenario conservativo, basato sulle politiche attuali, nel 2035 l’Italia raggiungerebbe 7,8 milioni di veicoli elettrici e circa 133 mila punti di ricarica pubblici.

Lo scenario accelerato, fondato su politiche industriali e fiscali più incisive, porterebbe invece a 9,2 milioni di veicoli elettrici e 164 mila punti pubblici. Il vantaggio sarebbe particolarmente rilevante per le flotte aziendali e il trasporto merci.

Anche nello scenario più ambizioso, l’elettricità necessaria alla mobilità rappresenterebbe meno del 6% dei consumi elettrici nazionali. Il problema non sarebbe quindi la quantità complessiva di energia richiesta, ma la distribuzione dei carichi nello spazio e nel tempo, soprattutto nei grandi hub di ricarica rapida.

Le proposte di Motus-E

Il Libro Bianco indica una serie di interventi: politiche fiscali più favorevoli per le flotte elettriche, sostegno strutturale al rinnovo degli autobus, potenziamento dei fondi per i veicoli commerciali e pesanti a zero emissioni e incentivi continuativi alla ricarica privata.

Motus-E propone inoltre procedure più rapide per le connessioni alla rete, concessioni del suolo pubblico di almeno vent’anni, il riconoscimento del diritto alla ricarica nei condomini e l’esclusione dal reddito da lavoro dei rimborsi per la ricarica domestica delle auto aziendali.

La conclusione del rapporto è netta: l’elettrificazione dei trasporti appare ormai avviata. A essere ancora in discussione non è la direzione del cambiamento, ma la sua velocità e il ruolo che l’Italia riuscirà a conquistare nella nuova filiera industriale europea.

Fonte: Motus-E-Libro-Bianco-2026