Un’analisi sui flussi di mobilità pedonale in Italia, realizzata nel 2025 dall’app Macadam su una community di oltre 1,1 milioni di utenti, evidenzia una diffusione significativa degli spostamenti a piedi nei principali contesti urbani.

I dati mostrano valori medi elevati e relativamente omogenei: Genova guida la classifica con 12.031 passi giornalieri per utente, seguita da Torino (11.601), mentre Milano e Roma si attestano rispettivamente a 11.360 e 11.223 passi. Anche città di dimensioni e contesti diversi – come Bologna (10.818), Firenze (10.710), Napoli (10.665), Palermo (10.309) e Catania (9.821) – presentano livelli consistenti di mobilità pedonale.

Oltre ai valori pro capite, emerge un impatto collettivo rilevante: nelle grandi aree urbane miliardi di passi annui si traducono in una riduzione significativa delle emissioni, con migliaia di tonnellate di CO₂ evitate rispetto all’uso dell’auto privata.

Dal punto di vista socio-demografico, la maggiore intensità di cammino si registra nella fascia 36-45 anni, segnalando come la mobilità pedonale sia sempre più integrata nella vita quotidiana e lavorativa, più che legata a comportamenti occasionali o generazionali.

Nel complesso, i dati confermano il ruolo crescente della mobilità pedonale come componente strutturale della mobilità urbana sostenibile, fortemente influenzata da densità, accessibilità e qualità dello spazio pubblico.

Un’analisi 2025 sulla mobilità pedonale nelle principali città italiane evidenzia una diffusione significativa degli spostamenti a piedi, con valori medi giornalieri superiori ai 10.000 passi in molti contesti urbani. In testa si collocano città come Genova e Torino, ma anche realtà del Centro e del Sud mostrano livelli elevati, confermando una tendenza trasversale al Paese.

Il dato evidenzia come la struttura urbana – densità, presenza di servizi di prossimità e qualità dello spazio pubblico – giochi un ruolo determinante nel favorire la mobilità pedonale. Nei centri storici compatti e nelle città con forte mix funzionale si registra infatti una maggiore continuità negli spostamenti a piedi.

Accanto alla dimensione individuale, emerge anche un impatto collettivo rilevante: nelle grandi aree urbane, l’elevato numero complessivo di passi contribuisce in modo significativo alla riduzione delle emissioni, evitando migliaia di tonnellate di CO₂ che sarebbero prodotte da spostamenti in auto.

La mobilità pedonale si conferma quindi una componente strutturale della mobilità sostenibile urbana, con benefici congiunti su salute, qualità dell’aria e vivibilità degli spazi pubblici. In questo quadro, il rafforzamento delle politiche per la pedonalità – sicurezza, continuità dei percorsi, accessibilità e qualità urbana – rappresenta una leva strategica per ridurre la dipendenza dall’auto e migliorare le condizioni ambientali nelle città italiane.

fonte: Corriere di Bari