Otto città a confronto per misurare lo stato di salute della mobilità sostenibile e, soprattutto, le disuguaglianze territoriali. È questo l’obiettivo dei report “Ztl – Zone a transizione limitata”, promossi da Kyoto Club e Clean Cities Campaign Italia nell’ambito dell’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile. L’analisi – che riguarda Bari, Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino – valuta ciclabilità, pedonalità e trasporto pubblico, insieme a tasso di motorizzazione, reddito e densità abitativa, utilizzando come unità di riferimento le aree dei codici di avviamento postale.

Dalla fotografia emerge che tutte le città procedono “a due velocità”: i centri urbani risultano più dotati di servizi sostenibili rispetto alle periferie. A Roma il tasso di motorizzazione è cresciuto tra il 2017 e il 2022 da 611 a 635 auto ogni mille abitanti, mentre l’offerta di trasporto pubblico resta fortemente centripeta. Anche gli spazi pedonali risultano concentrati nelle zone centrali; sulla ciclabilità, invece, alcune aree superano i target europei.

L’assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patané, ha definito il report “una radiografia a cuore aperto”, sottolineando l’impegno su 120 chilometri di nuove ciclabili e su un Biciplan da 1.250 chilometri, oltre ai progetti tramviari presentati al Governo. Obiettivo dichiarato: dimezzare il tasso di motorizzazione entro il 2030.

La presidente di Roma Servizi per la Mobilità, Anna Donati, ha evidenziato come il 26% dei residenti viva oltre il Grande Raccordo Anulare, dove il trasporto pubblico locale è più rarefatto e costoso da garantire, rendendo necessaria una strategia fondata su intermodalità e multimodalità. Donati ha inoltre ricordato gli investimenti su tram e metropolitane, il peso finanziario sostenuto dal Comune (circa 450 milioni su un costo totale di 1 miliardo annuo per il trasporto pubblico) e i riconoscimenti ottenuti, come il premio speciale allo European Greenways Award per la ciclabile Monte Ciocci–San Pietro.

La sfida resta quella di colmare il divario tra centro e periferia, trasformando la mobilità sostenibile in una vera infrastruttura di cittadinanza.

Fonte: Roma Servizi per la Mobilità