A Roma procede lentamente l’adeguamento alle nuove norme sui monopattini elettrici, con l’obbligo di targa entrato in vigore sabato e oltre 115 mila richieste arrivate alla Motorizzazione per i mezzi privati. L’elevato numero di domande fa prevedere tempi lunghi per l’emissione dei contrassegni, mentre l’obbligo di assicurazione è stato prorogato al 16 luglio per consentire il completamento della piattaforma di gestione dei dati.
Nel frattempo, secondo il Corriere, resta diffusa una certa “rilassatezza” nell’applicazione delle regole: molti monopattini circolano ancora senza targa, soprattutto nelle ore serali, e continua l’uso scorretto del mezzo in due, frequente tra adolescenti e turisti. Anche l’obbligo del casco, valido pure per i monopattini in sharing, sembra incontrare scarsa adesione. La giornata del derby all’Olimpico e della finale degli Internazionali di tennis al Foro Italico ha mostrato il problema: molti utenti hanno scelto i monopattini per evitare traffico e affollamento del trasporto pubblico, ma quasi sempre senza casco.
Il nodo principale riguarda proprio lo sharing: a differenza degli scooter, i monopattini non dispongono di bauletti dove custodire il casco. Chi li usa dovrebbe quindi portarlo sempre con sé, ipotesi poco realistica soprattutto per turisti e spostamenti non programmati. Anche Adiconsum, pur condividendo l’obbligo del casco, chiede più tempo per adeguarsi.
Il Campidoglio contesta l’equiparazione tra monopattini privati e in sharing. Secondo l’amministrazione, i mezzi condivisi sono limitati a 20 chilometri orari e rispettano requisiti tecnici fissati dai bandi, mentre alcuni monopattini privati possono raggiungere velocità molto più elevate, fino a 60-70 chilometri orari. Per il Comune, imporre il casco anche allo sharing rischia di creare una contraddizione, visto che questi mezzi sono omologati alle biciclette, per le quali l’obbligo non è previsto.
Roma difende comunque il ruolo della micromobilità condivisa: nel 2025 i monopattini in sharing sono stati utilizzati 8 milioni di volte e, dall’introduzione del sistema, l’insieme dei servizi condivisi ha raggiunto 87 milioni di viaggi. Secondo il Campidoglio, questi mezzi sono ormai parte dell’intermodalità cittadina, soprattutto per coprire il primo e l’ultimo miglio degli spostamenti. Quanto alla targa, Palazzo Senatorio ricorda che era già prevista nei bandi per gli operatori dello sharing e sarà confermata anche nel prossimo avviso di gara.
Fonte: Corriere della Sera