Dall’inizio del 2025 l’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile di Kyoto Club e Clean Cities Campaign, in collaborazione con ISDE Italia (Associazione Medici per l’Ambiente) rileva i dati della qualità dell’aria forniti dalle ARPA, per confrontarli, non solo con i limiti di legge in vigore, ma anche con quelli stabiliti dalla nuova Direttiva europea 2881/2024 e ai valori raccomandati dalle Linee Guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (2021). Questo perchè le tre associazioni ritengono che la salute umana vada tutelata già oggi e non si debba aspettare il 2030 per farlo.
Presentando i dati aggiornati a fine ottobre della rilevazione effettuata sulla qualità dell’aria in 27 città italiane, attraverso i dati di 58 stazioni di monitoraggio, abbiamo evidenziato che a Napoli si trovavano le due centrali con i dati peggiori per quanto riguarda il PM10 e il Biossido di azoto (NO2). Si tratta delle stazioni di monitoraggio di ARPA Campania rispettivamente NA-Ospedale Pellegrini e NA-Ente Ferrovie, entrambe classificate come stazioni di traffico.
La situazione per il biossido di azoto (NO2)
NA-Ente Ferrovie a fine ottobre 2025 registra una media annua di 51 microgrammi/metro cubo di aria (μg/m3) rispetto ad un limite stabilito dalla legge vigente di 40 μg/m3, che quasi sicuramente sarà superato, quindi, a fine 2025.
Nel corso dei primi dieci mesi dell’anno sono stati rilevate sempre medie mensili superiori al valore limite annuale.

D’altra parte entrambe non è certo una novità, siti i dati rilevati dal 2013 al 2024, come mostrano i due grafici che seguono.
E’ bene, poi, contestualizzare il quadro normativo: la legislazione attualmente vigente prevede solamente un limite per la media annuale, che è di 40 microgrammi per metro cubo (limite però che la Direttiva Europea 2881/2024 riduce a 20 μg/m3, mentre le Linee Guida 2021 OMS raccomandano, per tutelare la salute umana, di non superare i 10 μg/m3. La nuov Direttiva europea 2881/2024 introduce anche un limite giornaliero di 50 μg/m3, da non superare più di 18 giorni in un anno solare, limite che per l’OMS è di 25 μg/m3, da non superare per più di 4 giorni in un anno.
Ebbene, sempre nei primi dieci mesi dell’anno il limite giornaliero per il biossido di azoto è stato superato per 168 giorni su 303 totali trascorsi. Se poi prendiamo a riferimento il valore raccomandato dall’OMS da non superare per tutelare la salute umana, è stato violato per 275 giorni.

Le principali fonti di biossido di azoto (NO₂) in area urbana derivano dai processi di combustione, in particolare dal traffico veicolare — con le automobili e, soprattutto, i veicoli diesel che rappresentano la quota maggiore delle emissioni — seguiti dagli impianti di riscaldamento civili e industriali, nonché dalle attività portuali. In città, la concentrazione di NO₂ tende ad aumentare lungo le strade ad alto flusso di traffico e nelle zone densamente edificate, dove la scarsa ventilazione ostacola la dispersione degli inquinanti.
Per quanto riguarda le fonti emissive, Arpa Campania ha pubblicato l’Inventario Regionale delle Emissioni in Atmosfera (aggiornamento 2021) che evidenzia come gli ossidi di azoto siano per il 44% derivanti dalla combustione dei veicoli alimentati con combustibili fossili, mentre per il 49% dalle attività portuali. Per il PM10 il contributo del trasporto stradale è ancora più elevato (53%) seguito dagli impianti di riscaldamento (26%).
L’esposizione al biossido di azoto (NO₂) ha effetti rilevanti sulla salute umana: irrita le vie respiratorie, riduce la funzionalità polmonare e aumenta il rischio di asma, bronchiti e altre malattie respiratorie, soprattutto nei bambini e negli anziani. Anche a concentrazioni inferiori ai limiti di legge, l’NO₂ è associato a un incremento di ospedalizzazioni e mortalità per cause cardiopolmonari, e contribuisce alla formazione di ozono troposferico e particolato secondario, amplificando l’impatto complessivo dell’inquinamento atmosferico.
L’esposizione al particolato fine PM10 è associata a numerosi effetti nocivi sulla salute: può aggravare malattie respiratorie e cardiovascolari, aumentare il rischio di infarto e ictus, peggiorare l’asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva, oltre a contribuire all’insorgenza di tumori polmonari. Anche esposizioni a concentrazioni inferiori ai limiti di legge comportano un incremento del rischio di mortalità prematura e un impatto significativo sulla salute dei bambini, degli anziani e delle persone con patologie croniche.
L’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) ogni anno aggiorna le stime sulle morti premature attribuibili all’esposizione al biossido di azoto nelle città europee (non sono disponibili dati relativi al PM10, in quanto l’EEA per le polveri considera solo il PM2,5. Nella seguente tabella i dati relativi a Napoli.

La situazione per quanto riguarda il PM10
Per il PM10 la stazione di NA-Ospedale Pellegrini registra una media annua di 40 microgrammi per metro cubo (μg/m3), pari al valore limite attualmente in vigore, ma doppio rispetto al muovo limite previsto dalla Direttiva UE 2881/2024. Il dettaglio per i singoli mesi mostra come questo valore sia stato superiore in ben 7 mesi su 10.


Il PM10 è l’unico inquinante per il quale già è presente un valore limite giornaliero, 50 μg/m3, da non superare per più di 35 volte in un anno. Dopo 10 mesi sempre nella stazione di monitoraggio di Ospedale Nuovo Pellegrini è già stato superato ben 56 volte, il maggior numero fra tutte e 27 le città monitorate, seguita da MI-Marche con 48.
Ma la Direttiva Europea prevede un limite giornaliero di 45 μg/m3 da non superare per più di 18 volte in un anno (4 volte secondo le Line Guida OMS 2021), ebbene sempre nella stazione di NA-Ospedale Pellegrini questo limite è stato superato per 75 giorni.

In conclusione, i dati raccolti dall’Osservatorio Mobilità Urbana Sostenibile evidenziano come l’inquinamento atmosferico a Napoli resti una vera emergenza sanitaria e ambientale. Per ridurre in modo stabile le concentrazioni di biossido di azoto e PM10 non bastano interventi temporanei o misure emergenziali: servono politiche integrate che mettano al centro la mobilità sostenibile, la decarbonizzazione del trasporto urbano, l’efficienza energetica degli edifici e il controllo delle emissioni portuali e industriali. Ogni microgrammo in meno di inquinante nell’aria significa più anni di vita, meno malattie e una città più sana e vivibile per tutti.
Vedi i grafici interattivi con i dati della mobilità a NAPOLI. https://italy.cleancitiescampaign.org/napoli/napoli-grafici-interattivi/
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Vedi la Scheda città Mobilitaria 2025 http://italy.cleancitiescampaign.org/wp-content/uploads/2025/06/Mobilitaria2025-Napoli.pdf




