La Commissione europea ha notificato all’Italia una messa in mora per il mancato rispetto della direttiva sulla qualità dell’aria, a causa del superamento sistematico dei limiti di biossido di azoto (NO₂) negli agglomerati urbani di Napoli e Palermo. Secondo Bruxelles, i valori limite risultano oltre soglia da diversi anni e i piani per la qualità dell’aria adottati non sono idonei a garantire il rientro nei limiti in tempi brevi. L’Italia ha ora due mesi per rispondere e correggere le carenze, pena il passaggio al parere motivato e il rischio di una maxi sanzione economica.

A Napoli il Comune rivendica le misure già avviate: limitazioni alla circolazione veicolare fino al marzo 2026, stop ai veicoli più inquinanti, piani di rimboschimento urbano e l’ipotesi di nuove zone a traffico limitato nei giorni di maggiore afflusso turistico ed eventi. Ma Legambiente esprime forte scetticismo, sottolineando l’inadeguatezza di interventi episodici e chiedendo una strategia strutturale fondata su un deciso investimento nel trasporto pubblico e su politiche coerenti di riduzione dell’uso dell’auto privata.

fonte: Repubblica