Napoli – Pietro Diamantini nuovo amministratore unico di EAV: rilancio tra nuovi treni e sfide sulla Circumvesuviana
La Regione Campania ha nominato Pietro Diamantini, 64 anni, manager con una lunga esperienza in Ferrovie dello Stato e protagonista dello sviluppo dell’Alta Velocità Milano-Napoli, nuovo amministratore unico di EAV. Succede a Umberto De Gregorio, che lascia dopo undici anni alla guida dell’azienda. Il nuovo statuto elimina il cda e separa le funzioni di amministratore unico e direttore generale.
Diamantini eredita un’azienda con un bilancio 2025 chiuso in utile (5,5 milioni di euro), ma con criticità ancora pesanti. La priorità è il rilancio della Circumvesuviana, penalizzata da una flotta obsoleta: il 60% dei treni ha oltre 40 anni e sono state effettuate circa 8.000 corse in meno rispetto al 2024, con una diminuzione dei passeggeri e un forte incremento dei servizi sostitutivi su gomma.
Tra le principali sfide figurano anche i ritardi nella consegna dei 56 nuovi treni Stadler, i rischi legati agli oltre 80 cantieri aperti e ai possibili contenziosi con la Regione, oltre alle numerose vertenze con i dipendenti, che riguardano soprattutto l’eccessivo ricorso allo straordinario e le condizioni di lavoro. Secondo il cronoprogramma, entro la fine del 2026 dovrebbero entrare in servizio 20 nuovi convogli, mentre il completamento della fornitura è previsto nel 2027.La Regione Campania ha nominato Pietro Diamantini, 64 anni, manager con una lunga esperienza in Ferrovie dello Stato e protagonista dello sviluppo dell’Alta Velocità Milano-Napoli, nuovo amministratore unico di EAV. Succede a Umberto De Gregorio, che lascia dopo undici anni alla guida dell’azienda. Il nuovo statuto elimina il cda e separa le funzioni di amministratore unico e direttore generale.
Diamantini eredita un’azienda con un bilancio 2025 chiuso in utile (5,5 milioni di euro), ma con criticità ancora pesanti. La priorità è il rilancio della Circumvesuviana, penalizzata da una flotta obsoleta: il 60% dei treni ha oltre 40 anni e sono state effettuate circa 8.000 corse in meno rispetto al 2024, con una diminuzione dei passeggeri e un forte incremento dei servizi sostitutivi su gomma.
Tra le principali sfide figurano anche i ritardi nella consegna dei 56 nuovi treni Stadler, i rischi legati agli oltre 80 cantieri aperti e ai possibili contenziosi con la Regione, oltre alle numerose vertenze con i dipendenti, che riguardano soprattutto l’eccessivo ricorso allo straordinario e le condizioni di lavoro. Secondo il cronoprogramma, entro la fine del 2026 dovrebbero entrare in servizio 20 nuovi convogli, mentre il completamento della fornitura è previsto nel 2027.
fonte: Repubblica