La Commissione europea ha pubblicato i risultati del progetto Trendline (2022–2025), un’analisi approfondita sugli indicatori chiave di prestazione (Key Performance Indicators, KPI) che sostengono il quadro europeo per la sicurezza stradale 2021-2030. Il report mette in luce criticità rilevanti nel rispetto delle misure di sicurezza di base nei diversi Stati membri.

I dati mostrano una situazione particolarmente preoccupante sul fronte della velocità, soprattutto in ambito urbano: in molti Paesi la percentuale di rispetto dei limiti scende sotto il 50% proprio sulle strade cittadine, dove il rischio per pedoni, ciclisti e altri utenti vulnerabili è più elevato.

L’uso delle cinture di sicurezza anteriori risulta invece elevato, spesso superiore al 95% sulle autostrade. Diversa la situazione per i sedili posteriori, dove in alcuni Stati membri la compliance è inferiore al 50%, evidenziando un importante gap di sicurezza. Anche i sistemi di ritenuta per bambini, pur essendo ampiamente diffusi, risultano spesso utilizzati o installati in modo non corretto.

Tra le politiche di maggiore successo si conferma l’uso del casco per motociclisti, con livelli di adesione prossimi alla totalità nella quasi totalità dell’Unione europea, anche se permangono problemi legati al corretto allacciamento. Molto disomogeneo invece l’uso del casco in bicicletta, che varia da meno del 10% in alcuni Paesi a oltre il 70% in altri.

I controlli su strada e le indagini sui viaggi indicano un’elevata conformità ai limiti alcolemici, pari a circa il 98%. Tuttavia, anche il restante 2% di non conformità si traduce in circa cinque milioni di conducenti in stato di ebbrezza sulle strade europee. Sul fronte dei soccorsi, i servizi medici raggiungono quasi tutti gli incidenti con feriti entro 26 minuti dalla chiamata, con una media di circa 11 minuti per la metà degli interventi.

Secondo la Commissione, questi indicatori rappresentano uno strumento fondamentale per orientare le strategie e il monitoraggio della sicurezza stradale a livello nazionale ed europeo, nel percorso verso il raggiungimento degli obiettivi al 2030.

Contesto
Nel 2024, nell’Unione europea 19.940 persone hanno perso la vita in incidenti stradali. L’UE si è posta l’obiettivo ambizioso della “Vision Zero”, ovvero zero vittime entro il 2050, con un traguardo intermedio di riduzione del 50% dei decessi entro il 2030. La sicurezza stradale è una responsabilità condivisa: mentre Stati membri e autorità locali attuano le misure quotidiane, l’Unione europea contribuisce con norme su infrastrutture, veicoli e patenti, favorisce la cooperazione transfrontaliera, lo scambio di buone pratiche e il finanziamento di progetti dedicati.