Camminare è il modo più semplice, accessibile e universale di muoversi in città. Eppure, nelle politiche urbane continua a essere trattato come una modalità residuale, nonostante rappresenti la base di ogni spostamento: tutti siamo pedoni, almeno per una parte del nostro percorso quotidiano.

Le evidenze più recenti, tra cui lo studio dell’ADEME (agenzia francese per la transizione ecologica), mostrano come la mobilità pedonale generi benefici multipli e misurabili. Dal punto di vista sanitario, l’attività fisica regolare – anche moderata come il camminare – contribuisce in modo significativo alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, metaboliche e di molte patologie croniche. Rendere le città più camminabili è quindi una strategia strutturale di sanità pubblica.

Sul piano ambientale, ogni spostamento effettuato a piedi comporta emissioni nulle di gas climalteranti e inquinanti atmosferici locali. Lo studio di ADEME evidenzia inoltre come l’aumento della quota di mobilità attiva possa ridurre in modo consistente le emissioni complessive del settore trasporti, con effetti positivi anche su rumore, congestione e consumo di suolo.

Non meno rilevante è la dimensione economica. Secondo le analisi dell’agenzia francese, i benefici collettivi della mobilità attiva – in termini di riduzione dei costi sanitari, aumento della produttività e valorizzazione degli spazi urbani – superano ampiamente gli investimenti necessari per infrastrutture pedonali di qualità. Le aree pedonalizzate e i quartieri progettati per favorire la mobilità attiva mostrano maggiore vitalità commerciale e attrattività urbana.

Integrare la mobilità pedonale nei Piani urbani della mobilità sostenibile significa quindi adottare una misura ad alto rendimento sociale. Servono marciapiedi sicuri, attraversamenti protetti, zone a velocità moderata e indicatori di camminabilità che orientino le scelte pubbliche.

Investire sul camminare non è una scelta simbolica, ma una politica strutturale. Ogni passo conta: per la salute dei cittadini, per la resilienza climatica e per la qualità dello spazio urbano.