A Padova torna al centro del confronto pubblico il futuro di piazza Insurrezione, oggi occupata in gran parte da un parcheggio da 120 posti auto. La proposta, rilanciata dal presidente di Ascom Patrizio Bertin, punta a trasformarla in una vera piazza pedonale, sul modello delle principali piazze del centro storico e di esempi europei e internazionali.
L’idea ha trovato aperture nella maggioranza e nell’amministrazione comunale, che guarda a una riqualificazione dello spazio pubblico anche in chiave di vivibilità e attrattività urbana. Tuttavia, non mancano le voci critiche che invitano alla prudenza.
Il parcheggio di piazza Insurrezione rappresenta infatti una quota significativa degli incassi della sosta cittadina, pari a circa il 18% del totale gestito da Aps. Secondo esponenti dell’opposizione e tecnici del settore, eliminarlo senza soluzioni alternative rischierebbe di generare un impatto economico rilevante per il Comune.
Sulla stessa linea l’ex presidente di Aps Holding, Amedeo Levorato, che sottolinea la necessità di non ripetere errori del passato e propone un approccio graduale: la chiusura del parcheggio dovrebbe avvenire solo dopo l’entrata in funzione della nuova linea tranviaria Sir 2 e la realizzazione di parcheggi sostitutivi lungo la direttrice, in particolare nelle aree di accesso alla città.
Il tema si intreccia quindi con le politiche di mobilità urbana: la trasformazione dello spazio pubblico passa dalla capacità di offrire alternative credibili all’uso dell’auto privata, evitando effetti negativi su economia e accessibilità.
Il dibattito resta aperto tra esigenze di riqualificazione urbana e sostenibilità economica del sistema della sosta.
Fonte: Corriere