L’Arpa Sicilia ha certificato nel 2024 nuovi sforamenti dei limiti di biossido di azoto (NO₂) e polveri sottili (PM10) a Palermo, dove la qualità dell’aria resta compromessa dal traffico urbano. In particolare, le concentrazioni medie annuali di NO₂ hanno superato i valori consentiti dalla normativa europea, spingendo la Regione Siciliana a convocare il Comune per definire azioni correttive a breve termine, in linea con il Piano nazionale per la salubrità dell’aria approvato dal Consiglio dei ministri a giugno.

La convocazione, firmata dall’assessora regionale Giusi Savarino, è stata indirizzata al sindaco Roberto Lagalla, che ha delegato l’assessore alla Mobilità Pietro Alongi. Secondo la relazione Arpa, Palermo e Catania sono le aree urbane più critiche dell’isola. Nel capoluogo, la stazione Di Blasi risulta la più inquinata d’Italia per concentrazione di NO₂ (59 µg/m³), mentre le centraline Castelnuovo e Belgio rientrano nella top ten nazionale.

Le polveri sahariane hanno inciso su parte delle rilevazioni del PM10, ma non bastano a spiegare il superamento dei limiti giornalieri.

La Regione richiama così il Comune al rispetto del Piano regionale di tutela della qualità dell’aria (in vigore dal 2018), che dovrà essere aggiornato per allinearsi ai nuovi standard europei e al piano nazionale, varato per evitare nuove procedure di infrazione a carico dell’Italia.

Sulla vicenda interviene anche il consigliere comunale Carmelo Miceli (Progetto civico Italia):

«È preoccupante che Palermo viva ancora in un ambiente insalubre. Chiediamo al sindaco di riferire in Consiglio e di indicare subito le misure che intende adottare».

Dai dati emerge che otto anni di Ztl non hanno ridotto l’inquinamento nel centro cittadino: il traffico resta la principale fonte di smog, mentre la salute dei cittadini continua a essere messa a rischio.

fonte: Repubblica