Dopo due anni di rinvii, ricorsi e bandi rivisti, dal 29 settembre è ufficialmente ripartito a Palermo il servizio di sharing dei monopattini elettrici, affidato a tre operatori: Dott, Lime e Bird. Restano invece fuori Ride Movi ed Esco Mobility, che — nonostante la revoca comunale — continuano a mantenere i propri mezzi in circolazione nelle vie della città.
La situazione ha scatenato la reazione di Assosharing, l’associazione nazionale di categoria che rappresenta le principali imprese del settore, che ha inviato una lettera formale al Comune e alla Polizia Municipale denunciando una “prosecuzione abusiva del servizio” da parte di Ride Movi e chiedendo la rimozione forzata dei veicoli. «Non gestiamo più il servizio Ride Movi, la concessione è scaduta», chiarisce Gabriele Calcagno, fondatore e CEO di Esco.
Per le tre concessionarie ufficiali, la permanenza dei mezzi Ride Movi rappresenta una violazione delle norme comunali, oltre che concorrenza sleale e occupazione abusiva di suolo pubblico. Le aziende regolari — che hanno investito complessivamente circa un milione di euro e pianificato flotte fino a mille monopattini ciascuna — denunciano un danno d’immagine e chiedono interventi immediati.
«È una situazione inaccettabile, che mina la sicurezza e il rispetto delle regole — commenta Luigi Licchelli, presidente di Assosharing — Serve un intervento deciso dell’amministrazione per tutelare chi opera nella legalità. Il caso Palermo non deve diventare un precedente».
Dal Comune confermano che i solleciti a Ride Movi sono stati inviati tra fine agosto e inizio ottobre, ma la società non ha ancora ritirato i mezzi. Il comandante della Polizia Municipale Angelo Colucciello ha annunciato un rafforzamento dei controlli: «Ride Movi deve togliere immediatamente i monopattini dalla strada e rispettare la legge».
Il nuovo servizio regolare di sharing, che durerà cinque anni, segna così una ripartenza complessa, tra investimenti significativi e vuoti di controllo che rischiano di minare la credibilità del sistema.
Fonte. Repubblica