A Palermo la realizzazione delle nuove piste ciclabili finanziate con 7,5 milioni di euro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) procede tra rallentamenti, proteste e stop ai cantieri, con il concreto rischio di perdere le risorse europee se gli interventi non saranno completati entro il 30 giugno.

Il caso simbolo è quello di viale Regione Siciliana, dove il Comune ha rimosso un cantiere già avviato per la realizzazione di una ciclovia, cedendo alle pressioni dei commercianti contrari alla riduzione dei parcheggi. La decisione è stata accolta con favore da alcuni esercenti, che sui social hanno rivendicato il ritorno alla piena accessibilità per le auto, ma rappresenta uno dei segnali più evidenti delle difficoltà incontrate dal piano.

Nel frattempo, l’amministrazione tenta di accelerare su altri fronti: sono partiti i lavori per la ciclovia di via De Gasperi, tra via Monti Iblei e viale Strasburgo, mentre nuove ordinanze sono state emanate per avviare i cantieri anche in viale Regione Siciliana Nord-Ovest, tra Cruillas e viale Michelangelo. Parallelamente si lavora a un fitto calendario di interventi da completare in tempi strettissimi, tra cui la pista nel centro storico — lungo corso Vittorio Emanuele fino alla Cattedrale, via Bonello, corso Alberto Amedeo, piazza Vittorio Emanuele Orlando e via Nicolò Turrisi — e altri percorsi che coinvolgono la Zisa e l’area di piazza Turba.

Nonostante questa accelerazione, i ritardi accumulati restano pesanti: dei 7,5 milioni disponibili, il Comune ha finora rendicontato soltanto circa 2,5 milioni. A complicare il quadro sono i veti politici e le pressioni territoriali, in particolare da parte di consiglieri comunali e circoscrizionali del centrodestra, che hanno sostenuto le proteste dei commercianti preoccupati per la perdita di posti auto.

È il caso della pista bidirezionale prevista su corso Calatafimi, uno degli assi più trafficati della città, bloccata dalla Quarta circoscrizione senza che sia stata formalizzata una modifica progettuale o un’alternativa. Una situazione di stallo che, a pochi mesi dalla scadenza del Pnrr, rischia di compromettere l’intero programma.

Preoccupazione arriva anche dalle associazioni: «Si rischia di perdere milioni di euro del Pnrr», avverte Dario Stellino, portavoce della Consulta delle biciclette, chiedendo che tutte le ciclovie vengano portate a termine. Ma le criticità emergono anche sul fronte politico trasversale. Pur dichiarandosi favorevole alla mobilità sostenibile, il consigliere del Movimento 5 Stelle Giacomo Cuticchio sottolinea come interventi come quello di via De Gasperi debbano tenere conto della forte congestione dell’arteria, chiedendo soluzioni che garantiscano sicurezza e riducano i disagi.

Il quadro che emerge è quello di una città divisa tra esigenze di transizione verso una mobilità più sostenibile e resistenze legate alla gestione dello spazio urbano, in particolare alla riduzione dei parcheggi. Una tensione che, senza una chiara regia politica e tecnica, rischia di tradursi nella perdita di risorse strategiche e in un’occasione mancata per il cambiamento della mobilità urbana.

Fonte: la Repubblica