La Consulta della Bicicletta del Comune di Palermo ha chiesto di essere audita dalla Commissione Europea nell’ambito della procedura di infrazione aperta contro l’Italia per il mancato rispetto della direttiva europea sulla qualità dell’aria. Al centro della richiesta, i continui superamenti dei limiti di inquinamento atmosferico registrati nel capoluogo siciliano e la necessità di una svolta nelle politiche urbane della mobilità.
Secondo la Consulta, una quota significativa delle polveri sottili è legata all’eccessivo traffico automobilistico. L’associazione richiama inoltre diversi rapporti nazionali che collocano Palermo tra le città con maggiori criticità ambientali e di mobilità, sottolineando l’urgenza di incentivare il trasporto pubblico locale e la mobilità attiva.
Tra i punti evidenziati anche il degrado delle infrastrutture ciclabili cittadine, spesso segnate da carenze progettuali, scarsa manutenzione e occupazioni abusive da parte dei veicoli a motore. La Consulta denuncia inoltre la violazione degli spazi pedonali e ciclabili, che comprometterebbe non solo la sicurezza di pedoni e ciclisti, ma anche la qualità dell’aria e la funzione sociale degli spazi urbani.
Nel documento inviato a Bruxelles viene infine espresso forte timore per il possibile definanziamento di quasi 8 milioni di euro di risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinate alla realizzazione di ciclovie urbane e collegamenti tra università e stazioni ferroviarie. Un progetto ritenuto strategico per costruire una rete ciclabile efficiente e ridurre la dipendenza dall’auto privata nella città di Palermo.