Il dibattito sulle piste ciclabili torna ad animare il confronto politico a Palermo, con critiche che arrivano da fronti diversi ma che convergono sulla necessità di una pianificazione più coerente della mobilità urbana.

A sollevare il tema è stata la consigliera comunale del Partito Democratico Mariangela Di Gangi, che punta il dito contro quella che definisce l’ambivalenza dell’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Lagalla. Secondo Di Gangi, il rischio non riguarda soltanto la possibile perdita di finanziamenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma soprattutto un arretramento culturale sul tema della mobilità sostenibile.

La consigliera dem sostiene che negli ultimi anni il Comune abbia rinviato, modificato e corretto diversi progetti, finendo per mettere in discussione principi che dovrebbero invece rappresentare una direzione strategica per il futuro della città. «Una città non si governa scegliendo ogni settimana chi scontentare di meno», afferma Di Gangi, secondo la quale la mancanza di una linea chiara rischia di rallentare il percorso verso modelli di mobilità più sostenibili.

Critiche arrivano anche dalla consigliera comunale Sabrina Figuccia, che richiama l’attenzione sul tratto di pista ciclabile realizzato in via Almeida, nella zona di via Terrasanta. Secondo Figuccia, si tratta di un’infrastruttura isolata, non collegata ad altri percorsi e quindi incapace di rappresentare una reale alternativa per gli spostamenti urbani.

La consigliera evidenzia inoltre le ricadute sui residenti, in un quartiere già caratterizzato da una forte densità abitativa e da una cronica carenza di parcheggi. Per questo annuncia il proprio sostegno alle richieste avanzate dai cittadini affinché il caso venga affrontato nelle sedi istituzionali competenti. Pur ribadendo la necessità di promuovere la mobilità sostenibile, Figuccia sottolinea come gli interventi debbano essere inseriti all’interno di una pianificazione organica e realmente funzionale.

Una posizione critica emerge anche dalla Consulta della Bicicletta. Il portavoce Dario Stellino ha contestato la scelta di realizzare in viale Michelangelo una pista ciclabile promiscua al marciapiede, definendola un’infrastruttura inefficace sia per la sicurezza dei ciclisti sia per la tutela dei pedoni e delle persone con disabilità.

Secondo Stellino, opere di questo tipo rischiano di compromettere la credibilità stessa delle politiche per la mobilità sostenibile, perché non offrono percorsi sicuri e attrattivi per chi sceglie la bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano. La Consulta chiede invece infrastrutture dedicate e adeguatamente progettate, in grado di favorire un reale trasferimento di quote di mobilità dall’auto privata ai mezzi attivi.

Le diverse prese di posizione confermano come il tema delle piste ciclabili sia diventato uno dei terreni più delicati del confronto politico e urbano a Palermo. Al centro del dibattito non c’è soltanto la realizzazione delle singole opere, ma la capacità dell’amministrazione di definire una strategia complessiva che concili sostenibilità, sicurezza, accessibilità e qualità dello spazio pubblico.