Nei capoluoghi di provincia del Veneto parcheggiare gratuitamente è ormai sempre più difficile. Tariffe, orari e modalità di pagamento cambiano da città a città, ma il denominatore comune è uno solo: la sosta si paga quasi ovunque. Le poche vie senza strisce blu resistono solo lontano dai centri storici, una tendenza rafforzata anche dalla sentenza della Cassazione dell’ottobre 2024, che ha chiarito come non sia obbligatoria la presenza di parcheggi gratuiti nelle zone a traffico limitato e nelle aree urbane di pregio.
Sommando stalli a pagamento su strada e parcheggi attrezzati, nei sette capoluoghi veneti si arriva a circa 35 mila posti auto. Venezia è il caso più emblematico, con quasi diecimila posteggi concentrati tra piazzale Roma, Tronchetto, via dei Petroli e Mestre, a cui si aggiungono tredici parcheggi scambiatori, oggi solo in parte utilizzati. Seguono realtà come Verona, dove il centro storico è letteralmente “circondato” da parcheggi lungo le mura, e Vicenza, con circa duemila posti in strutture multipiano.
È però Padova a detenere il primato delle tariffe più alte sulle strisce blu. Nel centro storico, in particolare attorno alle piazze, il costo arriva a 2,50 euro l’ora, il massimo in Veneto. In aree come Savonarola e Specola si paga 1,70 euro, mentre al Santo la tariffa sale a 2 euro. Nel resto del centro, ma fuori dalla Ztl, il costo è di 1,50 euro l’ora, che scende a 1,10 euro nella cosiddetta “cintura urbana”.
Il Comune ha scelto una linea di massima trasparenza, pubblicando online il numero complessivo degli stalli, la loro localizzazione e le tariffe applicate. Gli ultimi aumenti risalgono all’inizio del 2024 e si inseriscono in una strategia che punta a governare la domanda di sosta, favorire la rotazione dei veicoli e disincentivare l’uso dell’auto privata nel centro storico. Una scelta che però continua a generare tensioni con le associazioni dei commercianti, preoccupate per l’impatto sui flussi di clientela.
Situazione diversa a Venezia, dove – escluso piazzale Roma – le strisce blu restano tra le più economiche della regione, con prezzi tra 80 centesimi e 1,20 euro l’ora e la pausa pranzo gratuita, pensata per favorire l’accesso dei lavoratori tra le 13 e le 15.30. Rovigo rappresenta invece un unicum: dal 2024 la sosta del sabato è gratuita per sostenere il commercio del centro, mentre negli altri giorni si paga 1,30 euro in zona centrale e 1,20 in semicentrale. A Vicenza, infine, la prima ora costa un euro, ma dalla seconda la tariffa scende progressivamente, con ulteriori sconti nelle aree più care.
Accanto ai costi, a pesare sugli automobilisti è la complessità delle regole: limiti di tempo, orari differenziati, pagamenti tramite app, carte, contanti o sistemi digitali come Telepass, spesso con obbligo di inserire targa o codice dello stallo. Un mosaico normativo che rende difficile orientarsi, soprattutto per chi arriva da fuori città. Non a caso, sempre più comuni segnalano portali come Parkopedia per aiutare gli utenti a districarsi tra offerte e divieti.
Nel complesso, il quadro che emerge è quello di una progressiva riduzione dello spazio gratuito per la sosta, con Padova come laboratorio più avanzato di tariffe elevate e gestione strutturata del sistema. Una scelta che punta a riequilibrare l’uso dello spazio urbano, ma che continua ad alimentare un acceso dibattito tra amministrazioni, residenti e commercianti.
Fonte: Corriere della Sera