Il futuro del Parco tecnologico degli Erzelli passa soprattutto dalla mobilità. A oltre vent’anni dal primo accordo di programma, il progetto entra nella fase conclusiva con la nomina dei nuovi vertici di Ght, ma restano aperti tre tasselli fondamentali, di cui uno cruciale riguarda i collegamenti tra la collina hi-tech e la città.

Con il completamento della Scuola Politecnica e del futuro centro di medicina computazionale – polo che sarà insieme ospedale e struttura universitaria – il Parco arriverà a generare un flusso stimato di circa 10 mila persone al giorno. Già oggi le imprese insediate coinvolgono circa duemila addetti, numero destinato a crescere rapidamente. In questo scenario, è considerato insostenibile affidare l’accesso esclusivamente alla rete stradale, sia per il trasporto pubblico su gomma sia per l’auto privata.

Da qui la scelta strategica di puntare su un collegamento ferroviario metropolitano fino alla nuova stazione di Sestri Ponente, dotata di una piastra di interscambio per la sosta delle auto, e su un impianto a fune tipo people mover (una funicolare) capace di risalire dal mare fino alla collina degli Erzelli. L’obiettivo è garantire un accesso rapido, frequente e affidabile, riducendo traffico, congestione e impatti ambientali.

La nuova governance, indicata dall’azionista di maggioranza Amco (75% del capitale), ha confermato fin dal primo incontro con gli azionisti che la mobilità è il nodo decisivo per rendere pienamente operativo il Parco. Senza un’infrastruttura di trasporto dedicata e integrata con la rete ferroviaria urbana, spiegano i promotori, non sarebbe possibile sostenere l’intreccio di attività produttive, formative e sanitarie previste.

Secondo Carlo Castellano, il progetto della funicolare è pronto: ora serve l’intesa tra Comune e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e, soprattutto, la copertura finanziaria statale. È questo il passaggio chiave per evitare che la crescita del Parco si traduca in un aumento del traffico veicolare e per garantire uno sviluppo coerente con una mobilità urbana moderna, intermodale e sostenibile.

Fonte: Repubblica