Piazza Beccaria, tramvia ferma: il ritrovamento delle mura dell’età di Dante apre un nodo delicato
Il cantiere della nuova linea della tramvia in piazza Beccaria è attualmente fermo a causa del ritrovamento di un tratto di mura risalenti al Trecento, attribuite all’epoca di Dante e riconducibili alle cosiddette mura arnolfiane. La scoperta è avvenuta durante gli scavi necessari alla realizzazione dell’infrastruttura e ha immediatamente aperto un confronto tra Comune e Soprintendenza sul destino del manufatto.
La sindaca Sara Funaro, in un’intervista a Repubblica, ha spiegato che l’amministrazione comunale sta valutando la rimozione parziale del muro per consentire il passaggio delle tubature dell’acquedotto previste dal progetto della tramvia. Secondo il Comune, una soluzione alternativa – come una deviazione o curvatura delle condotte per aggirare il manufatto – sarebbe tecnicamente complessa e comporterebbe un significativo allungamento dei tempi di realizzazione dell’opera. «Noi tempo non ne abbiamo», ha sottolineato la sindaca, evidenziando la necessità di procedere rapidamente.
Dal canto suo, la soprintendente Antonella Ranaldi ha chiarito che non si tratta di un “match” o di uno scontro tra istituzioni, ma di un percorso amministrativo e tecnico ben definito. La Soprintendenza attende una richiesta formale e dettagliata da parte del Comune, che illustri con precisione l’intervento proposto e documenti in modo approfondito la struttura rinvenuta. Solo a fronte di un dossier completo, corredato da elementi tecnico-scientifici, sarà possibile avviare la valutazione.
La decisione finale sulla rimozione, lo smontaggio o lo spostamento del manufatto non spetta a un singolo ufficio, ma alla Commissione regionale Patrimonio Culturale, organismo collegiale composto da tutti i soprintendenti della Toscana e presieduto dalla stessa Ranaldi. È questo l’organo chiamato a esprimersi sugli interventi che incidono su beni di rilevanza storica e archeologica.
Ranaldi non chiude alla soluzione proposta dal Comune, ma avverte che i tempi difficilmente potranno essere rapidissimi se la documentazione non sarà solida ed esaustiva. Il messaggio è chiaro: più la richiesta sarà completa e motivata, più l’iter potrà procedere senza rallentamenti evitabili. Nel frattempo, il cantiere resta fermo e il ritrovamento delle mura trecentesche aggiunge un ulteriore tassello alla complessa convivenza tra grandi opere infrastrutturali e tutela del patrimonio storico in una città come Firenze.
Fonte: Repubblica