Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta esprime un giudizio fortemente critico sull’aggiornamento del Piano regionale per la qualità dell’aria approvato dalla Giunta regionale. Al centro delle contestazioni c’è la decisione di rinunciare al blocco dei veicoli diesel Euro 5, inizialmente previsto dalla stessa Regione per l’autunno, sostituendolo con un pacchetto di misure che, secondo l’associazione, non affronta le cause strutturali dell’inquinamento atmosferico.
Secondo Legambiente, il Piemonte continua a convivere con un’emergenza cronica legata alla qualità dell’aria, aggravata dalle procedure d’infrazione europee e dagli effetti sanitari dello smog. Per questo motivo l’associazione giudica insufficiente un approccio basato su interventi frammentari, ritenendo che la Regione stia rinunciando a promuovere una vera trasformazione del sistema della mobilità e dei trasporti.
Tra gli aspetti più contestati figurano anche gli incentivi al biodiesel e il ricorso a misure alternative al blocco dei diesel Euro 5. Per Legambiente queste scelte rischiano di spostare l’attenzione verso soluzioni tecnologiche di breve periodo, senza incidere realmente sulla riduzione del traffico privato e delle emissioni. L’associazione sostiene invece che il miglioramento della qualità dell’aria richieda investimenti più consistenti nel trasporto pubblico locale, nella mobilità ciclabile, nell’intermodalità e nella riduzione della dipendenza dall’automobile privata.
L’organizzazione ambientalista ricorda inoltre che il nuovo Piano regionale dovrebbe rappresentare lo strumento principale per consentire al Piemonte di rispettare gli obiettivi nazionali ed europei sulla qualità dell’aria. Alla luce dei futuri limiti europei, Legambiente ritiene quindi necessario un cambio di rotta che punti su misure strutturali e permanenti, anziché su interventi che considera temporanei o compensativi.