Il nuovo Urban PM2.5 Atlas – Air Quality in European Cities, 2025 del Joint Research Centre della Commissione europea offre un messaggio chiaro ai decisori pubblici: le città hanno oggi un margine concreto di intervento per migliorare la qualità dell’aria, con effetti diretti su salute, attrattività economica e benessere urbano.
Secondo il rapporto, nel 2023 il 94% dei cittadini urbani europei è stato esposto a concentrazioni di PM2.5 superiori alle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità. Un dato che evidenzia come l’inquinamento atmosferico resti uno dei principali fattori di rischio ambientale per la salute, con costi elevati anche in termini di produttività e spesa sanitaria.
Quanto conta davvero l’azione urbana
L’Atlante introduce un elemento particolarmente rilevante per la governance locale: in media il 24% del PM2.5 urbano deriva da emissioni prodotte all’interno della città, quota che sale al 38% considerando l’area urbana funzionale. In oltre due terzi delle città analizzate, almeno il 30% dell’inquinamento potrebbe quindi essere ridotto attraverso politiche locali mirate, senza attendere esclusivamente interventi sovraordinati.
Questo dato rafforza il ruolo strategico delle amministrazioni urbane nel raggiungimento degli obiettivi europei di qualità dell’aria al 2030.
Riscaldamento domestico e mobilità: priorità di intervento
Dal punto di vista settoriale, il principale contributo medio al PM2.5 urbano proviene oggi dal settore residenziale(29%), in particolare dal riscaldamento domestico a biomassa. Seguono il trasporto stradale (14%) e l’agricoltura(15%), quest’ultima rilevante anche in contesti urbani attraverso la formazione di particolato secondario.
Per le politiche di mobilità urbana sostenibile, il rapporto conferma che ridurre il traffico veicolare, promuovere il trasporto pubblico e favorire una mobilità più efficiente non è solo una scelta ambientale, ma una leva per migliorare la salute pubblica e l’attrattività delle città.
Un approccio multilivello per città più forti
Il messaggio complessivo dell’Atlante è pragmatico: le città possono e devono fare la loro parte, integrando le politiche locali con quelle nazionali ed europee. Investire in aria più pulita significa investire in città più competitive, vivibili e capaci di attrarre persone e imprese.
INSERITE FRA I DATI DELL’OSSERVATORIO LE SCHEDE DELL’ATLANTE RELATIVE ALLE CITTA’ MONITORATE