Gli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza stanno ridisegnando in profondità la mobilità di Bergamo. Tra opere comunali, fondi europei e grandi interventi ferroviari, sul territorio si concentrano oltre 1 miliardo di euro di cantieri, con l’obiettivo di trasformare in modo strutturale infrastrutture, accessibilità e trasporto pubblico. Un “patrimonio”, come lo definisce la sindaca Elena Carnevali, che però pone già oggi una questione cruciale: come garantire la sostenibilità e la piena operatività delle opere quando i fondi Pnrr saranno esauriti.

Sul fronte della mobilità urbana, uno dei nodi principali riguarda la linea T2 del tram delle Valli. L’infrastruttura è pronta a offrire un servizio capace di trasportare circa 4 milioni di passeggeri all’anno e di migliorare in modo significativo l’accessibilità lungo l’asse della Val Brembana, ma resta aperto il tema delle risorse necessarie per l’avvio e la gestione a regime. Secondo il Comune, è impensabile realizzare un’opera di questo impatto senza garantirne il pieno utilizzo: per questo i costi di esercizio dovranno essere assorbiti nella programmazione dell’Agenzia del trasporto pubblico locale.

Accanto al tram, un ruolo centrale è affidato anche al sistema eBrt, concepito come asse portante della mobilità sostenibile su gomma. Anche in questo caso, la sfida non è più la realizzazione dell’infrastruttura, ma la capacità di renderla operativa, integrata e finanziariamente sostenibile nel tempo, evitando che resti sottoutilizzata una volta conclusa la stagione dei finanziamenti straordinari.

Il quadro si amplia ulteriormente se si considerano le opere ferroviarie gestite da Rete ferroviaria italiana: il raddoppio della linea Bergamo–Ponte San Pietro, il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Orio al Serio e il rifacimento della stazione. Interventi da centinaia di milioni di euro che rafforzano il ruolo di Bergamo come nodo strategico della mobilità regionale e nazionale, migliorando l’intermodalità e i collegamenti con l’area metropolitana milanese.

Nel complesso, la città si trova di fronte a una doppia responsabilità: da un lato portare a termine cantieri complessi che inevitabilmente generano disagi temporanei; dall’altro costruire un modello di gestione capace di sostenere nel tempo il nuovo sistema infrastrutturale. La vera eredità del Pnrr, sul piano della mobilità, non sarà solo la quantità di opere realizzate, ma la capacità di trasformarle in servizi efficienti, accessibili e integrati, in grado di incidere stabilmente sulla qualità della vita e sulla competitività del territorio.

Fonte: Corriere della Sera