Marciapiedi più larghi e vivibili, maggiore protagonismo dei Comuni nella realizzazione delle città 30, una nuova gerarchia delle responsabilità in caso di scontro stradale e l’istituzione di un comitato interministeriale dedicato alle politiche per la mobilità attiva. Sono questi i pilastri della proposta di legge presentata alla Camera dall’onorevole Valentina Ghio, con il contributo della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.

I contenuti principali della proposta

Gerarchia delle responsabilità
Il testo modifica il Codice Civile introducendo una gerarchia che pone al vertice l’utente più “forte”, ossia chi guida un mezzo a motore. Non si tratta di uno sgravio per gli altri utenti, ma di un principio che responsabilizza maggiormente chi può causare i danni più gravi, sul modello già adottato in Paesi come Regno Unito e Paesi Bassi.

Non più “incidenti” ma “scontri” stradali
La proposta introduce un cambio lessicale significativo: parlare di “scontri” anziché “incidenti” sottolinea che gli eventi non sono fatalità inevitabili, ma fenomeni prevenibili attraverso politiche, infrastrutture e comportamenti adeguati.

Tutela rafforzata di pedoni e ciclisti

  • Rafforzamento del principio di precedenza pedonale e promozione di attraversamenti rialzati o progettati per indurre il rallentamento.
  • Miglioramento dei marciapiedi, intesi non solo come infrastrutture di transito ma come spazi di socialità.
  • Obbligo del sorpasso a un metro e mezzo per i ciclisti in ogni condizione stradale.
  • Obbligo di adesivi per segnalare gli angoli ciechi sui mezzi pesanti.

Moderazione della velocità e città 30
La riduzione della velocità viene riconosciuta come leva fondamentale per sicurezza e vivibilità. I Comuni vengono messi nelle condizioni di attuare più facilmente politiche come le città 30, senza ostacoli normativi.

Monitoraggio e governance nazionale
È prevista l’introduzione di indicatori di monitoraggio a livello locale e l’istituzione del Comitato Interministeriale per le Politiche di Mobilità Attiva (CIPOMA), con il compito di seguire l’andamento delle politiche e coordinarne l’attuazione.

I dati e l’obiettivo “Vision Zero”

Secondo quanto ricordato in conferenza stampa, il 70% degli scontri stradali avviene in ambito urbano. Solo a gennaio 2026 in Italia si sono registrati 58 morti tra ciclisti e pedoni. La proposta si inserisce nell’orizzonte della “Vision Zero”: azzerare le vittime della strada attraverso un ecosistema integrato di norme, infrastrutture e cultura della sicurezza.

All’evento sono intervenuti, tra gli altri, il presidente FIAB Luigi Menna, il Centro Studi FIAB con Massimo Gaspardo Moro, l’onorevole Davide Bergamini e Luca Valdiserri, padre di Francesco, ucciso a Roma nel 2022.

L’obiettivo dichiarato è raccogliere un’adesione trasversale in Parlamento, superando divisioni ideologiche: la sicurezza stradale, come emerso dagli interventi, riguarda tutti.