I Piani urbani della mobilità sostenibile sono ormai presenti in quasi tutti i principali nodi urbani italiani, ma il passaggio dall’adozione formale a una pianificazione realmente efficace resta incompleto. Secondo il rapporto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, aggiornato al 30 giugno 2026, solo 8 nodi urbani su 50, il 16%, risultano pienamente conformi ai requisiti minimi del Regolamento europeo TEN-T; 38 non ne soddisfano almeno uno e 4 non sono stati valutati per mancata trasmissione della documentazione.
Il principale punto debole è il monitoraggio: tra le 45 amministrazioni valutate che hanno adottato il PUMS, appena 4 hanno effettuato le verifiche previste aggiornando anche la piattaforma nazionale. Critica anche l’integrazione fra mobilità urbana e rete TEN-T, con un livello di allineamento del 52,7%, mentre solo metà dei PUMS pianifica alla scala della reale area urbana funzionale. Anche la logistica delle merci resta parzialmente ai margini: 26 nodi la affrontano in maniera conforme, mentre in 17 il tema è trattato solo parzialmente.
Più incoraggianti i risultati su trasporto pubblico e mobilità attiva: il 97,8% dei Piani prevede azioni per aumentare gli spostamenti con TPL, bicicletta, mobilità pedonale o condivisa, mentre il 93,5% comprende misure per la mobilità a basse o zero emissioni. Il nodo decisivo sarà trasformare obiettivi e programmi in interventi finanziati, realizzati e misurabili entro la scadenza europea del 31 dicembre 2027.
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