La nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria introduce importanti novità sul piano dei diritti dei cittadini. Come spiega la giurista Giovanna Pizzanelli (Università di Pisa), in una intervista rilasciata ad ARPAT, le nuove norme rafforzano l’idea che il rispetto dei limiti di inquinamento atmosferico non sia solo un obbligo degli Stati ma anche un vero diritto dei cittadini.

Gli articoli dedicati all’accesso alla giustizia prevedono procedure che consentano a persone e organizzazioni di contestare decisioni o omissioni delle autorità pubbliche quando i limiti di qualità dell’aria vengono superati. Inoltre, nei casi di violazione delle norme e di danni alla salute, sarà possibile chiedere un risarcimento.

La direttiva consolida quindi un principio già affermato dalla Corte di giustizia dell’Unione europea: il rispetto dei valori limite di inquinamento atmosferico genera diritti individuali che possono essere fatti valere davanti ai tribunali. Si tratta di un passaggio rilevante anche per le politiche urbane, perché lega in modo sempre più diretto qualità dell’aria, tutela della salute e responsabilità delle istituzioni.