Con il recepimento della nuova direttiva europea cambia l’impostazione dei piani per la qualità dell’aria. Non basterà più elencare interventi come nuovi autobus, piste ciclabili, limitazioni al traffico o incentivi alla mobilità elettrica: per ciascuna misura dovrà essere stimata la riduzione delle emissioni e, quando possibile, quella delle concentrazioni degli inquinanti. 

Per le misure scelte dovranno inoltre essere indicati tempi e responsabili, mentre l’effetto complessivo dovrà mostrare quanto gli interventi contribuiscono concretamente al rispetto dei limiti. Per la mobilità significa passare dal conteggio delle azioni realizzate alla verifica dei loro risultati effettivi sulla qualità dell’aria. 

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