Il 2025 conferma un trend positivo per la qualità dell’aria in Lombardia sul fronte delle polveri sottili (PM10), anche grazie a condizioni meteorologiche più favorevoli. Il miglioramento, però, non è solo congiunturale: secondo Legambiente Lombardia i dati dimostrano che gli obiettivi europei al 2030 sono raggiungibili se sostenuti da politiche regionali e urbane più ambiziose e continuative.
I risultati migliori si registrano nei capoluoghi pedemontani (Varese, Como, Sondrio, Lecco, Bergamo), dove i target UE sono già a portata di mano o raggiunti. Migliora anche l’Est lombardo e l’area metropolitana milanese, ma a Milano e Monza persistono numerosi episodi di inquinamento acuto: emblematico il caso di viale Marche, con 66 superamenti nel 2025, contro i 21 del Verziere in centro. Un segnale chiaro della necessità di rafforzare la riduzione del traffico motorizzato anche fuori dalle aree centrali.
Più lenti e disomogenei i progressi nella Bassa Lombardia e nei territori a forte intensità zootecnica: Cremona e Lodi restano tra i capoluoghi più critici, mentre emergono livelli elevati nei centri medio-piccoli come Soresina, Crema, Codogno e Cassano d’Adda. Nel bresciano spicca Rezzato, con valori medi annui alti e il record regionale di episodi acuti, complice la combinazione di allevamenti intensivi, traffico e attività industriali. Anche Meda presenta livelli superiori al capoluogo monzese, probabilmente per traffico e uso diffuso della legna.
Secondo Legambiente, sta cambiando la “geografia dell’inquinamento” padano: al di fuori delle grandi arterie stradali, le polveri sottili sono sempre più legate a fonti non urbane, in particolare agli allevamenti intensivi. Un cambiamento che non trova ancora adeguato riscontro nella rete di monitoraggio di ARPA Lombardia, concentrata soprattutto nelle aree urbane. L’associazione chiede quindi di aggiornare e densificare le centraline nelle zone rurali più esposte e di attivare sistemi di misura per metano e ammoniaca, precursori chiave di PM10 in inverno e ozono in estate.
