Con l’approvazione in Consiglio regionale nel tardo pomeriggio del 10 dicembre, la Regione Piemonte ha completato l’iter di aggiornamento del Piano per la qualità dell’aria, consentendo alla Giunta di applicarne pienamente i contenuti fino al 2030. Si tratta di un passaggio chiave per rafforzare le politiche di contrasto all’inquinamento atmosferico in uno dei territori più critici d’Europa sotto il profilo delle concentrazioni di polveri sottili e ossidi di azoto.
Il Piano nasce da un lavoro lungo e articolato, costruito su basi scientifiche e fondate sui dati elaborati da Arpa Piemonte, chiamata a valutare l’efficacia delle azioni messe in campo rispetto agli obiettivi europei. L’impianto complessivo prevede competenze chiaramente definite tra Regione, Province e Comuni, un sistema di monitoraggio più tempestivo ed efficace e, soprattutto, una cornice finanziaria stabile. La dotazione complessiva ammonta a circa 4 miliardi di euro, di cui 2,8 miliardi già operativi, destinati a sostenere interventi strutturali in diversi settori chiave.
L’aggiornamento del Piano introduce anche elementi di innovazione tecnologica: dall’uso dell’intelligenza artificiale per migliorare le capacità di analisi e previsione degli scenari emissivi, al ricorso ai biocarburanti, fino all’impiego di additivi biologici in agricoltura. Strumenti pensati per rendere più efficace il percorso di riduzione delle emissioni richiesto dalla Commissione europea, con una prima scadenza fissata al 31 dicembre 2025.
Quattro sono i macrosettori di intervento individuati.
Il primo riguarda mobilità e aree urbane, con misure orientate alla promozione del trasporto pubblico, al rinnovo di bus e treni, alla riduzione dei veicoli più inquinanti e a interventi di rigenerazione e riqualificazione urbana.
Il secondo ambito è la transizione energetica, che punta al superamento dei combustibili fossili attraverso la sostituzione dei vecchi sistemi di riscaldamento, la diffusione di impianti a biomassa di nuova generazione e il rafforzamento dell’efficienza energetica.
Il terzo settore interessa le attività produttive, con azioni mirate a ridurre le emissioni in atmosfera tramite processi meno inquinanti e tecnologie più efficienti.
Infine, un capitolo specifico è dedicato ad agricoltura e zootecnia, con misure per la copertura delle vasche di liquami negli allevamenti e la riduzione delle polveri sottili legate alla combustione all’aperto dei residui vegetali.
Nel complesso, l’aggiornamento del Piano rappresenta uno strumento strategico per affrontare la transizione ecologica con un approccio strutturato e basato su evidenze scientifiche, con l’obiettivo di migliorare in modo duraturo la qualità dell’aria e tutelare la salute dei cittadini piemontesi nel medio-lungo periodo.