Non sarebbe un taglio, ma una diversa distribuzione delle risorse. È questa la posizione dell’assessore all’Ambiente del Piemonte, Matteo Marnati, che respinge le critiche sulla riduzione dei fondi per la qualità dell’aria, sostenendo che le risorse siano state aumentate ma ora assegnate direttamente ai Comuni anziché alle Regioni.
Tuttavia, dati alla mano, la Legge di bilancio 2026 prevede una riduzione significativa del fondo nazionale per il bacino padano: da 320 milioni a 80 milioni nel triennio 2026-2028, con tagli fino all’80% su base annua. Per il Piemonte, questo significa passare da circa 60-65 milioni a poco più di 20 milioni, con una perdita stimata di circa 40 milioni.
Risorse cruciali per interventi su mobilità sostenibile, sostituzione dei veicoli più inquinanti e riqualificazione energetica risultano quindi ridimensionate proprio mentre si avvicinano obiettivi europei più stringenti. Secondo Alice De Marco, Presidente Legambiente Piemonte, il rallentamento rischia di compromettere il percorso verso i nuovi limiti, sempre più vicini alle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Il nodo centrale resta il tempo: i miglioramenti della qualità dell’aria sono reali ma insufficienti rispetto agli obiettivi europei. Regioni e territori cercano risorse alternative, ma senza un’accelerazione in settori chiave – trasporti, energia, edilizia – la transizione rischia di restare incompleta.
Dal fronte politico, emergono critiche anche dall’opposizione, che sottolinea la distanza tra pianificazione e attuazione, mentre i comitati denunciano il rischio di conseguenze sanitarie ed economiche, inclusa la possibilità di sanzioni europee.
Al di là del dibattito sulla redistribuzione, la questione resta aperta: le risorse disponibili saranno sufficienti e tempestive per affrontare l’emergenza smog nella Pianura Padana.
Fonte: Corriere della Sera