La tramvia Termini–Vaticano–Aurelio (TVA) avanza, nonostante le complessità tecniche e amministrative. L’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè ha confermato che il progetto arriverà fino a via Nazionale, con la prospettiva che la parte finale fino a Termini diventi un obiettivo del secondo mandato del sindaco Roberto Gualtieri, nel caso venga rieletto nel 2027.
Il percorso inizierà da piazza Giureconsulti, nel quartiere Aurelio, scenderà lungo via Gregorio VII fino alla zona del Vaticano, per poi proseguire su corso Vittorio Emanuele II e terminare in via Nazionale. Un passaggio strategico sarà quello di piazza Venezia, dove la TVA incontrerà la linea tram 8, grazie a un nuovo tratto di binari a largo Argentina previsto nella memoria di Giunta appena approvata. Questo innesto consentirà l’interscambio diretto e permetterà ai convogli di raggiungere il cuore della città.
Prima dell’apertura dei cantieri veri e propri — che non partiranno prima di due anni — sarà necessario intervenire sul labirinto dei sottoservizi: spostare cavi elettrici, fognature e fibra ottica, e soprattutto mettere in sicurezza il tratto dell’acquedotto del Peschiera che attraversa piazza Carpegna, con un’imponente protezione in cemento armato la cui costruzione durerà 24 mesi.
La nuova pianificazione, svincolata dai fondi del PNRR (che finanzieranno solo l’acquisto dei mezzi), consente di procedere più autonomamente, accelerando la progettazione esecutiva del tratto Giureconsulti–Argentina. I depositi di riferimento saranno Porta Maggiore e via Gino Severini, in costruzione, mentre il parcheggio di largo Micara sarà destinato solo alla sosta e non alla manutenzione.
Infine, potrebbe essere ridimensionata la diramazione verso Prati, inizialmente prevista per raggiungere piazza Risorgimento: la mancata riattivazione delle rotaie di via Ottaviano ne mette in dubbio la fattibilità.
Con il completamento di questi passaggi, la TVA rappresenterà un tassello chiave nel sistema tranviario romano, integrando il trasporto rapido con il nuovo assetto di piazza Venezia e migliorando l’accessibilità al centro storico e ai nodi principali della mobilità capitolina.
Fonte: Repubblica