A Roma cresce il progetto delle strade scolastiche, ossia vie chiuse al traffico veicolare davanti alle scuole per garantire maggiore sicurezza agli studenti e ridurre l’inquinamento. L’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè ha annunciato a Fanpage.it un obiettivo ambizioso: arrivare a oltre cento interventi, con 3 milioni di euro stanziati nel 2025 per realizzarli.
La situazione attuale
- Oggi a Roma ci sono 15 strade scolastiche, avviate nel 2021 grazie alla collaborazione con l’assessora alla Scuola Claudia Pratelli.
- I municipi più attivi sono il I (5 strade), il XIV (3) e il VII.
- Alcuni esempi: via Puglie, via Bixio, largo Agnesi, via Segurana a Ostia e via Monte Ruggero (la prima “artistica”, con murale a terra di Gio Pistone).
Nonostante i progressi, Roma è ancora indietro: secondo il rapporto “Streets for kids, Cities for all” di Clean Cities, la capitale è solo 16ª su 36 città europee per scuole servite da queste infrastrutture, dietro Milano, Torino e Bologna.
Come funzionano e quanto costano
Le strade scolastiche possono essere:
- temporanee (chiusura agli orari di ingresso/uscita),
- parziali (accesso solo a residenti, disabili e mezzi a 10 km/h),
- definitive (trasformazione totale in spazio pedonale).
“I costi variano molto – spiega Patanè –: le parziali e le temporanee si fanno anche solo con delle fioriere e servono pochi soldi, dai 20 ai 40mila euro. Non è lo stesso per le sistemazioni definitive, nelle quali si sostituisce l’asfalto con materiali come il travertino: in quel caso si può arrivare a 700mila o persino a un milione e mezzo di euro”.
Metà dei fondi stanziati dal Campidoglio sarà destinata a interventi temporanei, l’altra metà a soluzioni definitive.
I benefici
“Oltre alla sicurezza, c’è anche il tema della qualità dell’aria – ricorda Anna Becchi, attivista di Clean Cities –: il traffico che si crea davanti alle scuole fa accumulare agenti inquinanti che poi entrano direttamente nelle classi, dove i ragazzi li respirano per tutto l’orario scolastico”.
I vantaggi riguardano anche socialità e salute psicofisica. “Improvvisamente quelle vie diventano luoghi di incontro e di gioco, soprattutto se arredate con verde e panchine – continua Becchi –. Non solo i bambini, ma anche i genitori e le insegnanti li usano per attività, feste e persino didattica all’aperto. Si crea così una vera e propria ‘comunità educante’”.
Le polemiche
Non mancano resistenze, come nel caso di via Rugantino a Torre Spaccata, contestata da residenti e opposizioni municipali. Patanè ribatte con fermezza:
“Dobbiamo capire se la priorità è la sicurezza dei bambini e la sicurezza stradale dei nostri figli, oppure se la priorità è fare 30 secondi in meno in macchina per raggiungere le proprie destinazioni. Questo è il tema principale”.