Un esercito «green» di più di 300mila auto. Nel 2019 erano solo poche centinaia, ma in pochi anni l’elettrico e l’ibrido hanno preso piede anche a Roma — con una buona percentuale anche di scooter, privati e a noleggio — favoriti da incentivi e provvedimenti comunali.

Secondo Roma mobilità a oggi sono circa 250mila le auto ibride registrate sul portale per poter parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu, ma dagli elenchi sono esclusi i proprietari di vetture che non hanno fatto accesso al sistema per vari motivi, magari anche solo perché risiedono in strade non soggette a sosta tariffata. Oppure perché semplicemente non l’hanno fatto, senza contare i pendolari che risiedono fuori città e possono contare su parcheggi privati quando arrivano a Roma. Anche questi dunque sono migliaia, ai quali si aggiungono i circa 50mila veicoli completamente elettriche, che possono invece oltrepassare i varchi della Ztl senza problemi previa, anche in questo caso, la registrazione della targa in modo da non ricevere multe al momento dell’accesso in centro, a San Lorenzo e a Trastevere, dato che il sistema che gestisce i passaggi non distingue il tipo di vettura ma soltanto la presenza di un’autorizzazione o meno.

Ibride e elettriche avanzano e qualche mese fa l’Assemblea capitolina ha approvato una delibera, su proposta degli assessori alle Attività produttive e all’Urbanistica, per modificare il Piano carburanti del Comune andando incontro alle esigenze dei titolari delle stazioni di rifornimento autorizzati a installare colonnine di ricarica senza che vengano conteggiate nel computo della superficie utile lorda, compresi tettoie ed altri elementi architettonici. Una svolta per consentire a tutti di ricaricare le auto: oggi le colonnine sono quasi 1.100, quasi il 30% nel I e nel II Municipio, ma ne saranno installate altre 841, 317 di tipo «Fast» per una ricarica rapida fra 10 e 30 minuti.

La maggior parte delle vetture rimangono comunque alimentate a benzina o diesel. La conferma era arrivata l’anno scorso da uno studio Aci-Fondazione Filippo Caracciolo, che aveva stabilito come nella Capitale circolino circa 1,8 milioni di auto, che salgono a quasi 3 milioni comprendendo l’hinterland, il litorale e l’area metropolitana, con quasi un milione fra moto e scooter. All’epoca fra le auto solo lo 0,7% era rappresentato da modelli ad alimentazione elettrica e il 7% ibrida. La classifica dei quartieri più trafficanti vedeva ai primi posti Ostia, Tor Bella Monaca, Appio e Tuscolano, dove circolerebbe un terzo del parco auto capitolino.

Fonte: Corriere.it