Per scendere o salire dalla ciclabile sulla riva del Tevere, la bicicletta si porta in spalla. Ad accorgersi che dopo i lavori di riqualificazione qualcosa non andava, è stata l’associazione Salvaiciclisti: «La Ciclabile del Tevere è un corridoio sicuro e sostenibile per spostarsi a Roma, ma oggi è quasi inaccessibile: durante i lavori per il Giubileo sono state rimosse tutte le canaline che permettevano di scendere e salire dai ponti centrali della città». Piccoli corridoi per posare le ruote e trascinarle fino a sopra le scale che però sono scomparse.

L’associazione ha organizzato un sit-in, portando le bici in spallae chiedendo di intervenire. Lo stesso ha fatto il capogruppo di Europa Verde Nando Bonessio.
Molte delle scalinate senza canaline si trovano nel municipio I: all’altezza di San Pietro, di Castel Sant’Angelo, del Palazzaccio.

Per l’assessore alla mobilità municipale Adriano Labbucci « le banchine del Tevere sono diventate un’importante infrastruttura di mobilità che alleggerisce il traffico veicolare. Per questo vanno ripristinate le canaline. Su questo il municipio si è già mosso verso Roma Capitale perché il progetto richiesto dalla Soprintendenza si realizzi rapidamente».

Ma a caricarsi la bici in spalla è stato, qualche giorno dopo, proprio l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè: «Pure te te la devi incollà? », ha detto in romano a un signore che scendeva le scale sollevando la bici. Al di là dell’uscita in romanesco, l’assessore rivolgendosi ( senza nominarla) alla Soprintendenza speciale, spiega che « il Comune ha fatto di tutto per chiedere le canaline, ma alcune istituzioni si sono opposte. Si possono mettere anche in travertino. I modi per risolvere il problema ci sono».

Fonte: Repubblica