La data prevista per la fine dei lavori è il 28 settembre del 2025. Per quella data la ciclabile di Ostiense, dopo due anni di stop, dovrà essere definitivamente completata e pronta per allacciarsi ad altri percorsi già in programma.
“Il progetto prevede una corsia monodirezionale per lato, tranne nel primo tratto, da Lungotevere San Paolo verso il Ponte Spizzichino, dove il tracciato diventa bidirezionale mettendo a sistema il breve tratto di pista ciclabile realizzato sul marciapiede dall’Università”. Complessivamente si tratta di realizzare un’opera di circa 2 chilometri di lunghezza ad un costo di 760mila euro.
L’itinerario, “si conclude con l’innesto dell’itinerario di Viale del Campo Boario dinanzi alla Piramide Cestia e l’itinerario previsto su Piazzale Ostiense e via dell’Aventino”. Con l’occasione verranno installate anche 18 rastrelliere da 5 posti ciascuna.
Il progetto però, revisionato dopo due anni, non convince chi usa la bicicletta per gli spostamenti quotidiani. “Non vogliamo che la ciclabile passi sui marciapiedi” hanno obiettato i ciclisti che, per ribadire la propria posizione, hanno inscenato un flash mob. Hanno steso un lungo lenzuolo grigio, tratteggiato di bianco, sulle auto lasciate in doppia fila davanti le attività commerciali di via Ostiense. Una protesta inscenata per ribadire un concetto. “È meglio una pista ciclabile che una doppia fila perenne” hanno dichiarato gli attivisti di realtà come Salvaiciclisti e Vivinstrada, solo per citare un paio delle realtà presenti.
Anche Legambiente, pur salutando con soddisfazione la ripresa del cantiere,ha posto il Campidoglio davanti ad una riflessione. “Bene il Comune sul riavvio dei cantieri per la realizzazione della Ciclabile sulla Via Ostiense a Roma, itinerario che ora va realizzato completamente e ascoltando le istanze del mondo della ciclabilità – ha commentato con una nota l’associazione -. Se si riprogramma l’intervento, spostando una importante porzione di itinerario, dalla sede stradale al marciapiede, si insiste nel commette un errore già visto in altri territori”.
“Invece di sottrarre spazio al vortice romano delle automobili per riconsegnarlo alle persone che si muovono a impatto zero – ha ricordato Legambiente – pedoni e ciclisti verrebbero costretti su uno stesso spazio stretto e, tutta l’enorme superficie oggi dedicato alle vetture rimarrebbe esattamente come è ora, con sei corsie stradali dedicate al traffico veicolare e auto in sosta a bordo strada”. Insomma, bene la ripresa del cantiere ma con lavori che non sottraggano spazio ai pedoni. Una richiesta che, dal mondo delle due ruote a pedali, appare ampiamente condivisa.
Fonte: Roma today