Maxi operazione della Polizia Locale di Roma Capitale contro le biciclette elettriche modificate che circolano in città come piccoli scooter. Nel doppio blitz effettuato ieri pomeriggio, soprattutto nelle aree di piazzale Ugo La Malfa (Circo Massimo) e piazzale Numa Pompilio, sono state fermate oltre cento e-bike a pedalata assistita: l’80% è risultato irregolare ed è stato sequestrato.

I controlli hanno interessato in particolare i rider del food delivery, ma anche cicloamatori e altri utenti. Verifiche estese pure a microcar e scooter, con un alto tasso di irregolarità (quattro su cinque).

Decisiva la strumentazione mobile della Motorizzazione Civile: grazie a un rullo dinamometrico portatile, i tecnici hanno misurato potenza reale e velocità massima dei mezzi. Molte biciclette, apparentemente in regola, superavano i limiti di legge: oltre 25 chilometri orari e oltre i 250 watt consentiti, con punte vicine ai 40 chilometri orari.

La normativa è chiara: una e-bike è equiparata a una bicicletta solo se l’assistenza si interrompe a 25 chilometri orari, non è presente acceleratore e la potenza resta entro i limiti stabiliti. In caso contrario, il mezzo diventa un ciclomotore, con obbligo di targa, assicurazione, casco e patente. Le sanzioni possono arrivare fino a 4mila euro, oltre al sequestro del veicolo.

Gli agenti hanno riscontrato trucchi sempre più diffusi: centraline riprogrammate, acceleratori nascosti nei manubri o nei freni, sistemi a doppia modalità con configurazione “legale” attivabile in caso di controllo. Un mercato sommerso – tra officine improvvisate e piattaforme online – alimenta modifiche e potenziamenti a basso costo.

Fonte: la Repubblica