A Roma non servono soltanto nuovi autobus: perché il trasporto pubblico di superficie diventi più rapido e affidabile occorre intervenire sui punti della rete nei quali i mezzi restano intrappolati nel traffico. È il punto di partenza di “Mettere il TPL al centro della sfera urbana”, lo studio realizzato dalla Fondazione Mobilità in Città per Clean Cities nell’ambito della campagna “CorSÌa Preferenziale”. 

La rete di superficie della Capitale si estende per circa 4.710 chilometri e comprende oltre 367 linee autobus. L’analisi evidenzia però forti concentrazioni delle inefficienze in alcuni corridoi, soprattutto centrali, dove si sommano congestione e numerose linee. La velocità media ponderata rilevata nell’ora analizzata è di circa 12,7 km/h, con situazioni molto peggiori nel centro. 

Lo studio propone un intervento in tre fasi: 87 km nella prima priorità, concentrata su linee Express e corsie esistenti; altri 53 km sui corridoi ad alta offerta; infine 19 km per ricucire i tratti discontinui. Complessivamente si tratta di 159 km, meno del 3,4% della rete complessiva. 

Le misure proposte non riguardano soltanto nuove corsie: comprendono priorità semaforica, protezione fisica o controllo elettronico delle preferenziali e continuità dei percorsi, evitando che gli autobus debbano continuamente rientrare nel traffico ordinario. Lo studio simula tre livelli di miglioramento dei tempi di percorrenza: 9,2%, 18% e 30%. 

Particolarmente rilevante è l’effetto sull’accessibilità. Il bacino potenziale di residenti a meno di cinque minuti a piedi da una corsia preferenziale efficiente potrebbe crescere da 406 mila a 773 mila persone, quasi il 90% in più. Con la rete completa, entro un viaggio bus-piedi di 15 minuti diventerebbero inoltre raggiungibili fino a 841 strutture scolastiche e 630 presidi sanitari. 

Clean Cities sottolinea che Roma sta già investendo centinaia di milioni nel rinnovo dei mezzi e nelle fermate. «Avere autobus nuovi ed ecologici, fermate bellissime e più professionisti alla guida è inutile se poi il mezzo resta intrappolato nel traffico», sintetizza la campagna, che chiede al Comune di pubblicare e finanziare il piano delle corsie preferenziali e partire dai principali colli di bottiglia della rete.