A Roma, il nuovo Piano dei parcheggi riaccende lo scontro nel quartiere Prati, dove la cronica carenza di posti auto convive con una forte opposizione ai nuovi parcheggi interrati. Il Municipio I chiede di rivedere o delocalizzare il progetto previsto sotto piazza Prati degli Strozzi, ritenendo che gli scavi possano creare problemi di stabilità agli edifici a causa delle caratteristiche del sottosuolo.

Le contestazioni riguardano anche altri interventi: il parcheggio di largo Capponi, quello di lungotevere Castello e quello di lungotevere dei Mellini, quest’ultimo già bloccato dal TAR per la vicinanza al Tevere. Nel frattempo, il progetto di piazza Risorgimento viene considerato favorevolmente dal Municipio come possibile soluzione a supporto della pedonalizzazione di via Ottaviano.

Sul territorio, però, la difficoltà di parcheggio resta elevata. Professionisti, lavoratori e utenti della cittadella giudiziaria di piazzale Clodio denunciano tempi lunghi per trovare un posto auto, mentre i garage privati applicano tariffe che possono arrivare fino a 30 euro al giorno. La scarsità di spazi alimenta fenomeni di sosta irregolare su marciapiedi, attraversamenti e carreggiate.

Molti residenti evidenziano come il quartiere disponga già di metro, autobus, monopattini e servizi di mobilità condivisa, ma chi proviene dalle periferie continua a considerare l’auto indispensabile per motivi di lavoro. Il dibattito mette così in evidenza il nodo centrale della mobilità romana: ridurre la dipendenza dall’auto privata senza compromettere accessibilità e funzionalità di uno dei quartieri più frequentati della capitale.