In cinque delle sette capitali europee analizzate da Geotab, i mezzi pesanti ottengono un indice di efficienza superiore a quello delle automobili. Il divario più ampio si registra a Roma, dove i veicoli destinati al trasporto merci raggiungono 63 punti contro i 37 delle auto. I dati sono stati raccolti nel corso del 2025 attraverso veicoli connessi.
L’indice assegna un punteggio da 0 a 100 e considera due fattori: la fluidità del traffico e la quota di carburante consumata durante le soste con il motore acceso. Un punteggio più elevato indica quindi condizioni di circolazione considerate più efficienti. Secondo Geotab, il vantaggio dei mezzi commerciali può essere collegato alla maggiore pianificazione di percorsi e orari, che permette alle flotte professionali di evitare almeno in parte le fasce più congestionate.
Nel caso di Roma possono contribuire anche le finestre orarie dedicate alle consegne e le limitazioni al traffico privato in alcune aree. I mezzi pesanti monitorati registrano inoltre un consumo medio di 29,52 litri ogni 100 chilometri, il valore più basso tra le città considerate, mentre il carburante consumato durante le soste a motore acceso rappresenta il 2,8% del totale, anch’esso il valore più basso del campione.
Il quadro non è però uniforme. Londra e Madrid sono le uniche città nelle quali le automobili ottengono risultati migliori. A Madrid, in particolare, le condizioni di congestione persistente e la forte variabilità dei tempi di percorrenza penalizzano significativamente il trasporto merci. Anche il caso di Parigi mostra che un punteggio migliore dei mezzi pesanti non significa necessariamente una mobilità più fluida: può semplicemente indicare che il traffico automobilistico si trova in condizioni ancora peggiori.
Il dato va quindi interpretato con cautela. Parlare di mezzi pesanti “più efficienti delle auto” può risultare fuorviante se l’espressione viene letta in chiave ambientale. L’indice non confronta direttamente emissioni complessive di CO₂, ossidi di azoto, particolato o altri impatti ambientali, ma principalmente il modo in cui le due categorie di veicoli si muovono nella congestione e il carburante sprecato durante le soste.
Il confronto riguarda inoltre tipologie di mobilità molto differenti. I veicoli merci sono mezzi professionali, con itinerari, orari e carichi generalmente pianificati, mentre le automobili comprendono una grande varietà di spostamenti individuali. Per valutare realmente la sostenibilità della logistica urbana servirebbero quindi anche indicatori relativi a emissioni per tonnellata-chilometro, tasso di riempimento dei mezzi, viaggi a vuoto, alimentazione dei veicoli, chilometri complessivi percorsi e impatto sulla qualità dell’aria.
Lo studio offre dunque indicazioni interessanti soprattutto sul piano dell’organizzazione della logistica urbana: programmare meglio accessi, percorsi e orari può ridurre congestione, tempi morti e consumi inutili. Ma trasformare questo risultato in un giudizio di superiorità ambientale dei mezzi pesanti rispetto alle auto andrebbe oltre ciò che l’indice effettivamente misura.
Fonte: Trasporti-Italia, dati Geotab