Nonostante Roma sia la città italiana con il più grande parco circolante, con oltre 1,8 milioni di automobili e quasi 400 mila tra moto e scooter, gli incassi derivanti dagli autovelox continuano a diminuire. Nel 2025 il Comune ha raccolto 2,3 milioni di euro, contro i 4,8 milioni del 2024, con un calo del 52%, che colloca la Capitale soltanto al dodicesimo posto della classifica nazionale, ben lontana da Firenze (19,7 milioni), Bologna (9,2 milioni) e Milano (6,9 milioni).

Il dato appare ancora più sorprendente se confrontato con quello di Fiumicino, che ha incassato quasi 7 milioni di euro, circa tre volte più di Roma. Gli autovelox comunali, tuttavia, sono regolarmente funzionanti e molti appartengono all’ultima generazione, capaci di verificare anche copertura assicurativa e revisione dei veicoli.

Secondo gli esperti, la diminuzione delle multe non dipende dal malfunzionamento degli impianti ma dal loro effetto deterrente. Le violazioni rilevate sono infatti passate da circa 164 mila nel 2024 a 120 mila nel 2025. L’esempio più significativo è quello del tutor installato nella galleria Giovanni XXIII: dopo oltre 200 mila sanzioni nel primo anno di attività, oggi registra circa 19 mila infrazioni, segno che gli automobilisti hanno imparato a rispettare il limite di velocità.

Lo scenario potrebbe però cambiare già nel corso del 2026 grazie ai nuovi tutor entrati in funzione alla fine del 2025 sul Foro Italico e su viale Isacco Newton, che hanno già fatto registrare circa 125 mila rilevazioni, alle quali si aggiungono oltre 30 mila violazioni rilevate dagli altri dispositivi fissi e mobili. Per il Comune ciò potrebbe tradursi in un nuovo aumento degli introiti.

Nel frattempo il nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, entrato in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, introduce regole più chiare sull’omologazione degli autovelox. Sul territorio romano sono presenti circa 130 dispositivi gestiti da diversi enti, ma secondo Assoutenti oltre il 70% risulta oggi spento perché privo di una chiara certificazione di omologazione.

Restano invece pienamente operativi i circa 20 autovelox comunali di recente installazione, compresi i tutor della galleria Giovanni XXIII, della via del Mare, della Colombo e della Tangenziale, che rispettano già i nuovi requisiti tecnici. Per tutti gli altri apparecchi, in particolare quelli costruiti prima del 2017, sarà necessario un censimento e una verifica tecnica approfondita prima di poter tornare in funzione.

L’amministrazione capitolina ritiene comunque che il drastico calo delle multe sia soprattutto il risultato di una maggiore prudenza degli automobilisti: come già accaduto con il tutor della Giovanni XXIII, dopo una prima fase caratterizzata da migliaia di sanzioni quotidiane, la velocità media si è progressivamente ridotta e le infrazioni sono diminuite sensibilmente.

fonte: Corriere della Sera