A Roma prende finalmente forma una misura attesa da anni per mettere ordine nella micromobilità: la creazione di stalli dedicati a biciclette e monopattini in sharing. Il progetto, previsto da un regolamento comunale approvato tre anni fa ma mai attuato, debutta ora nei quartieri di Prati e Delle Vittorie, con l’obiettivo di contrastare il parcheggio indiscriminato sui marciapiedi e nelle aree pedonali.
I primi spazi sono già comparsi tra piazzale degli Eroi e via Angelo Emo: aree di 2-3 metri, segnalate a terra con vernice bianca e la scritta “sharing”, accompagnate da cartelli che ne riservano l’uso esclusivo ai mezzi di micromobilità. Una risposta concreta al disordine generato da migliaia di dispositivi lasciati ovunque, spesso anche in mezzo alla carreggiata.
Il piano prevede inizialmente 60 stalli, destinati a salire fino a circa 500 in tutta la città. Dopo Prati e Flaminio – zone interessate anche dallo sviluppo del Grab – gli interventi si estenderanno ad altri quartieri come Castro Pretorio, Trastevere, Testaccio e Nomentano, includendo punti strategici come piazza Cavour, via Cola di Rienzo, le terme di Caracalla e l’area dell’Opera.
L’obiettivo del Campidoglio è trovare un equilibrio tra ordine urbano e flessibilità del servizio “free floating”. In alcune aree, infatti, non sarà più possibile terminare il noleggio al di fuori degli stalli: il mezzo continuerà a risultare attivo, scoraggiando la sosta irregolare. Una misura che punta a migliorare il decoro senza snaturare il modello di utilizzo.
Secondo l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, si tratta di un passo verso una mobilità più integrata e regolata: i mezzi in sharing stanno diventando una componente strutturale degli spostamenti urbani, ma necessitano di regole chiare.
Dal lato degli operatori, il giudizio è positivo. Dott, uno dei principali player insieme a Lime e Bird, conferma che l’introduzione di stalli fisici e virtuali può portare a livelli molto alti di rispetto delle regole, come già avviene in altre città europee. A Roma l’azienda conta circa 7.000 mezzi tra bici e monopattini, ha investito 8 milioni in infrastrutture logistiche e impiega 50 persone. La Capitale, secondo il Ceo Maxim Romain, è già tra le principali città europee per diffusione del servizio.
Resta però il nodo dell’estensione alle periferie, dove la domanda è più debole e potrebbe richiedere forme di incentivo pubblico. Fondamentale, secondo gli operatori, sarà anche l’integrazione con il trasporto pubblico e un cambiamento culturale nell’uso dei mezzi condivisi.
Parallelamente, il car sharing vive una fase di trasformazione. Il modello free floating delle auto, simbolo negli anni passati con le Fiat 500 rosse di Enjoy, è stato ridimensionato a causa di vandalismi, furti e incendi. Oggi il servizio funziona prevalentemente con un sistema a stazioni (Enjoy point), con una flotta drasticamente ridotta: appena 13 auto disponibili tra Roma e aeroporti, contro le centinaia del passato.
Nonostante ciò, la domanda di mobilità condivisa resta elevata. I dati mostrano che, pur rappresentando solo il 15% dei noleggi, le auto coprono circa metà dei chilometri percorsi. Intanto cresce l’utilizzo delle vetture gestite dal Comune, segno che il servizio continua a essere richiesto.
La sfida ora è costruire un sistema integrato ed efficiente, capace di coniugare innovazione, sostenibilità e ordine nello spazio pubblico.
Fonte: la Repubblica