Prosegue a Roma il piano per ampliare l’offerta di sosta e ridurre la pressione delle auto in superficie, con l’obiettivo dichiarato dal Campidoglio di realizzare oltre 10mila nuovi posti auto e almeno 15 parcheggi aggiuntivi entro il 2027. Un programma ambizioso che combina nuove infrastrutture interrate e riqualificazione degli spazi urbani, ma che incontra anche forti resistenze in diversi quartieri.
Il primo intervento ormai in dirittura d’arrivo è il parcheggio interrato di lungotevere Arnaldo da Brescia, vicino a piazzale Flaminio, una storica incompiuta che aprirà entro giugno con 156 stalli complessivi tra rotazione, pertinenziali e box. In superficie è già visibile la nuova piazza pedonale, segno della strategia che punta a spostare le auto sotto terra per liberare spazio pubblico. Il progetto, tuttavia, è stato ridimensionato rispetto ai 344 posti inizialmente previsti, a causa della presenza di infrastrutture sotterranee.
Il piano si estende in diversi quadranti della città. Nel quartiere Prati è in corso il cantiere di lungotevere dei Mellini (273 posti), mentre a Trastevere si lavora alla riattivazione del parcheggio di via Ettore Rolli, fermo dal 2007, e alla realizzazione di quello di piazzale della Radio, uno dei più rilevanti con 456 stalli e una completa riqualificazione dell’area in superficie, che includerà verde, spazi pubblici e servizi. L’apertura è prevista per il 2027.
Nel II Municipio sono in fase di studio nuovi interventi a via Catania (circa 246 posti aggiuntivi) e piazza Verdi (oltre 350 posti sotto una futura area pedonale). A questi si aggiungono il potenziamento dei parcheggi di scambio, come Anagnina e Villa Bonelli, e nuovi progetti in aree strategiche come Cornelia, corso Francia, Vigna Stelluti e Laurentina.
Secondo l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, il piano mira a rafforzare i nodi di interscambio e migliorare la gestione della sosta, contribuendo a ridurre la presenza di auto in superficie e la sosta irregolare, particolarmente diffusa in alcuni rioni centrali.
Proprio nei quartieri più congestionati, però, emergono le maggiori criticità. A Prati il piano divide residenti e istituzioni: da un lato c’è la necessità di aumentare l’offerta di sosta, dall’altro cresce la preoccupazione per cantieri invasivi, possibili danni agli edifici e impatti sul patrimonio storico. Il caso più emblematico è quello di piazza Capponi, dove un progetto da 140 posti ha portato alla nascita di un comitato contrario e all’avvio di indagini archeologiche. Le proteste riguardano soprattutto le vibrazioni e i rischi per gli edifici circostanti.
Anche sul lungotevere Castello, vicino a Castel Sant’Angelo, il progetto da 393 posti è in fase di revisione dopo le perplessità emerse, mentre il I Municipio ha espresso una posizione critica su più interventi, ritenuti eccessivi e troppo ravvicinati tra loro.
Il piano parcheggi, dunque, si configura come uno dei nodi più complessi della trasformazione urbana di Roma: da un lato la necessità di razionalizzare la sosta e liberare spazio pubblico, dall’altro le tensioni locali legate a cantieri, impatti ambientali e tutela del patrimonio. Il confronto tra amministrazione e cittadini resta aperto e sarà decisivo per l’attuazione dei progetti nei prossimi anni.
Fonte: la Repubblica