Roma guarda al modello di Barcellona e avvia un piano per ridurre progressivamente la presenza delle auto nel centro storico, privilegiando pedoni, ciclisti e trasporto pubblico. Il primo intervento interesserà l’area di piazza Navona, con l’obiettivo di creare una rete di “isole ecologiche”: i veicoli potranno percorrere solo le strade principali, mentre nei vicoli interni il traffico sarà limitato ai residenti, ai mezzi di emergenza e alle attività autorizzate.
Il progetto rientra nel piano di Transizione ecologica e della mobilità del Campidoglio, che individua alcuni quartieri pilota per sperimentare una nuova organizzazione dello spazio urbano. Oltre a piazza Navona, sono interessate anche le aree di San Saba, Miani e Porta Portese, dove saranno studiati interventi di pedonalizzazione e moderazione del traffico.
L’iniziativa arriva dopo che il TAR ha respinto il ricorso di alcuni gruppi di residenti contro le pedonalizzazioni del centro, rafforzando così il percorso già avviato dall’amministrazione. L’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè sottolinea che si procederà “per piccoli passi”, estendendo gradualmente le aree pedonali e migliorando la qualità dello spazio pubblico.
Tra gli interventi previsti figurano:
- ampliamento delle aree pedonali;
- riorganizzazione della viabilità con accessi limitati;
- recupero di piazze e strade oggi dominate dalle auto;
- maggiore spazio per attività commerciali, dehors e socialità;
- migliore accessibilità per pedoni e ciclisti.
L’obiettivo dichiarato non è soltanto ridurre il traffico, ma restituire spazio pubblico ai cittadini, migliorare la vivibilità dei quartieri storici, aumentare la sicurezza e favorire una mobilità più sostenibile.
Le associazioni chiedono più strade scolastiche
Al contempo una trentina di comitati e associazioni, tra cui Clean Cities, che chiedono al Comune di finanziare 12 nuove strade scolastiche nel bilancio capitolino.
Le associazioni ricordano che Roma è ancora in ritardo rispetto ad altre città italiane ed europee nella realizzazione di spazi sicuri davanti alle scuole e chiedono un programma stabile di investimenti. Secondo i promotori, le strade scolastiche migliorano la sicurezza, favoriscono gli spostamenti a piedi e in bicicletta e restituiscono ai bambini luoghi più salubri e vivibili.
L’assessore Patanè ha ribadito la disponibilità dell’amministrazione a proseguire il confronto con cittadini e associazioni, sottolineando l’intenzione di realizzare nuovi interventi “con serenità”, mantenendo il dialogo con i territori e consolidando il percorso di trasformazione della mobilità urbana.
Fonte: la Repubblica Roma, 27 luglio 2026.