Il piano per rivoluzionare la mobilità di Roma vacilla: mancano i finanziamenti statali per un pacchetto da 1,8 miliardi di euro che comprende sei nuove linee tramviarie e la sostituzione dei tornelli nelle stazioni della metropolitana. Nonostante i progetti siano già stati sviluppati e presentati dal Campidoglio, l’avviso del Ministero dei Trasporti non è ancora coperto dal Ministero dell’Economia, lasciando in sospeso interventi strategici per il trasporto pubblico.

Nel dettaglio, il piano prevede nuove tratte tram fondamentali per rafforzare la mobilità di massa: collegamenti tra Ponte Mammolo e Tiburtina, tra piazza Mancini e Vigna Clara, fino alla linea Anagnina–Tor Vergata–Torre Angela e alla tangenziale tramviaria tra Trastevere e Laurentina. Inclusi anche nuovi depositi e convogli. Parallelamente, è prevista la sostituzione dei tornelli in 75 stazioni metro con sistemi avanzati antievasione dotati di telecamere e intelligenza artificiale.

Il problema riguarda l’intero sistema nazionale: a fronte di 18 miliardi di progetti presentati dai Comuni, le risorse disponibili sono circa 10 miliardi, con il rischio concreto di ritardi di almeno un anno rispetto al cronoprogramma della giunta guidata da Roberto Gualtieri.

Nel frattempo, la rete tranviaria esistente si prepara a un nuovo stop estivo, probabilmente tra luglio e agosto, per l’adeguamento di una sottostazione elettrica necessaria a supportare i nuovi tram Urbos, più grandi e energivori. La sospensione potrebbe durare da alcune settimane fino a tre mesi e coinvolgerà l’intera rete, sostituita temporaneamente da autobus. I lavori saranno anche l’occasione per accelerare il rinnovo dei binari, oggi sostituiti per circa il 35% della rete.

Nonostante le difficoltà, procede il rinnovamento del parco mezzi: dopo l’arrivo del primo tram a marzo, entro fine anno saranno operativi circa 20 nuovi convogli, parte di un piano complessivo da 121 mezzi.

Accanto alle criticità, emergono anche interventi positivi di integrazione tra mobilità e spazio urbano. È il caso della nuova area verde di Porta Metronia, nata con la realizzazione della metro C: un esempio di “depavimentazione” che trasforma una strada in parco lineare, migliorando vivibilità, connessioni pedonali e qualità ambientale.

Il quadro complessivo resta quindi ambivalente: da un lato una strategia di potenziamento del trasporto pubblico su ferro, dall’altro incertezze finanziarie e disagi temporanei che rischiano di rallentare la transizione verso una mobilità più sostenibile nella capitale.

Fonte: la Repubblica