Genova amplia il numero di piazze senz’auto e sperimenta una trasformazione progressiva dello spazio pubblico a favore di pedoni, socialità e qualità urbana. Al centro di questo percorso c’è il cosiddetto modello Remondini, basato su interventi graduali, leggeri e reversibili: riduzione del traffico veicolare, arredi urbani essenziali, usi temporanei degli spazi e un forte coinvolgimento dei residenti.
A chiarire l’impostazione è l’assessore alla mobilità, Paolo Robotti, che sottolinea come l’obiettivo non sia imporre divieti, ma restituire spazio e vivibilità alla città, sperimentando soluzioni adattabili ai diversi contesti urbani. Le piazze senz’auto diventano così veri e propri laboratori urbani: luoghi in cui osservare gli effetti sulla sicurezza stradale, sulla qualità della vita e sulle relazioni di quartiere, con la possibilità di correggere e migliorare le scelte nel tempo.
L’approccio, ispirato anche alle esperienze europee di urbanismo tattico, punta a rafforzare la mobilità attiva e a ridurre il traffico di attraversamento, senza interventi strutturali invasivi. Secondo Robotti, si tratta di un metodo che consente di costruire consenso e di accompagnare il cambiamento, valorizzando lo spazio pubblico come luogo di incontro, gioco e socialità.
Il modello Remondini si inserisce così in una visione più ampia di Genova a misura di cittadino, in cui la qualità dello spazio urbano e la libertà di muoversi in sicurezza diventano leve centrali per la rigenerazione dei quartieri e per una mobilità urbana più sostenibile.
Fonte: La Voce di Genova